Arriva nelle sale fiorentine To the wonder, l’ultima fatica di Terrence Malick, il regista capace di dividere gli spettatori in due categorie, quelli che si alzano prima che finiscano i suoi film, e quelli che rimangono incantati fino alla fine.

To the Wonder – Terrence Malick

È scientificamente provato che non esistono odori privi di residuì organici tranne qualche caso di sostanze inorganiche, come il solfuro d’idrogeno e l’ammoniaca. In tutti gli altri casi, quando sentite un odore, state assaporando microparticelle di qualcosa. In poche parole quando entrate in un bagno pubblico e sentite puzzo di merda, in realtà voi state mangiando la merda di qualcun altro, microparticella per microparticella.
Coprofaghi o meno quello che la chimica ci vuol dire è che non esiste un senso scollegato dall’altro, quando noi percepiamo non lo facciamo mai senso per senso, è sempre un insieme di sensazioni quello che arriva alla nostra mente, un miscuglio d’informazioni che arriva da più parti, vista, olfatto, udito e che investe la nostra mente.
E anche quando diciamo di aver “visto” un film sappiamo bene che non si tratta solo di questo, che è qualcosa di più. Che anche in una sala di un cinema può capitare di mangiare un film anche se pensiamo di guardarlo soltanto. Perché il vero cinema ti entra dentro, microparticella per microparticella.
Per dimostrarvi che questa teoria si fonda su basi scientifiche vere vi consiglio di infilarvi in una delle sale fiorentine che trasmetteranno da venerdì l’ultimo film di Terrence Mallick che torna al cinema con To the wonder a molti anni dal bellissimo La sottile linea rossa e a pochi dal capolavoro di The Three of life. Nel film c’è anche Ben Affleck, l’amico intelligente di Matt Damon che da Gone baby gone in poi è sempre meno ex marito di Jennifer Lopez e sempre più autore di bel cinema. Mentre per quanto riguarda Terrence Malick, beh, è uno di quei registi capace di fare un cinema che può essere visto, ascoltato, assaporato e toccato, di fare film che anche se non capisci quasi mai completamente finiscono per riempirti come se invece di aver guardato tu avessi mangiato bellezza, microparticella per microparticella. Insomma, un po’ come la storia del puzzo di merda nei bagni pubblici.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.