TuttaFirenze è veramente impertinente e va a violare la privacy fin dove non si può, dove persino l’NSA non riesce. Si sente un po’ in colpa, a dire il vero, ma cosa non si fa per il bene della scienza e dell’umanità tutta? Abbiamo piazzato la nostra cimice, un’innovativa macchinetta proveniente direttamente dalla prima guerra mondiale, nei punti più strategici della città. Per cercare di mimetizzarla un po’, l’abbiamo travestita da cespuglio. Affinché non risultasse troppo strana, ci abbiamo messo una targhetta con scritto “vengo da Boboli”. Un vero capolavoro di arte e tecnologia a servizio della città.
Tante storie la nostra cimice ci ha fatto conoscere, molte storie di malaffare, storie piccanti, storie di briganti: è stato molto difficile scegliere, ma oggi, vista l’urgenza della crisi mondiale, parleremo in maniera piuttosto approfondita – prepari il suo cuore il lettore – del delicato argomento dell’amore intercontinentale.

Storia di un amore difficile. (E’ il titolo.)

San Lorenzo. Cespuglio, la cimice, si è innamorata di uno dei piccioni che abitano la chiesa. Il prescelto è un piccione punk (lo si deduce dall’enorme cresta bianca) piuttosto ciccione che parla poco e mangia tanto e, come nella più banale delle storie, non vuole saperne niente di Cespuglio. Mentre la nostra cimice indugia sulle inquadrature del punk piccione (le cui immagini ci vengono mandate con uno sottofondo di strani cuoricini, Cimice è proprio innamorata) e sui suoi “gtu gtu” da lontano si sentono degli urli:

“Tu non fregare mai Abdul, mai, brutta troia!” Abdul è un nome di fantasia, ché TuttaFirenze nella persona della cimice non si può permettere, ma per niente proprio, una causa per violazione della privacy.

“Chi ha tenuto tu fino ora?! Maria, tenuto tu! Io andare a lavoro, io fare spesa, io pagare affitto, io pulire tuo culo!”

“Tu tenere me?! Abdul lavora da solo. Io sempre lavorato. Io sempre lavato culo!”

” Tu lavorato?! Ah ah ah!”

“Colpa di Abdul se c’è crisi?!”

“Abdul dorme tutto il giorno! Sono stanca. S t a n c a !”

“Non è vero. Tu mai amato me. Tu solo sesso, brutta cicciona.”

Dobbiamo censurare una parte del dialogo per toni e contenuto, i due protagonisti di questa storia sono molto arrabbiati e – è una gran banalità – quando si è molto arrabbiati si dicono cose che non si pensano. Deve esserci anche una canzone di Tiziano Ferro su questo annoso problema, si rimanda a quella.
I due si sono finalmente calmati, il sole è tramontato e il punkpiccione, stufo delle attenzioni di Cespuglio, è andato a dormire, lasciandola nella sua solitudine. Ora inquadra due corpi, seduti uno accanto all’altro, sembrano stanchi.
“Abdul, tu devi capire. Maria non può tenere te casa. Io detto te. Ora arriva Andrej.”

***

E’ stato così che Maria ha annunciato ad Abdul e al mondo che aveva ottenuto il ricongiungimento famigliare e che era riuscita a comprare un biglietto per Andrej, suo figlio, che stava finalmente per arrivare.

“All’inizio tu deve stare in un’altra casa, poi piano piano io spiegare lui. Dammi tempo.”

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Fatjona Lamce

Fatjona non sa, ma sta imparando.

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