Ho fatto un sogno strano, dovevo parlarne con qualcuno, c’entrava il cinema, e il calcio, e la Fiorentina, così ho scritto a Ultras da tastiera, un esperto di tutte queste cose, uno che unisce l’analisi psicoanalitica di Freud al tifo da Febbre a 90. L’unico che poteva dare una interpretazione sensata, o forse no, dei miei sogni.

Caro Ultras da tastiera. Ho fatto un sogno stanotte, c’era un tipo, ma non sono sicuro, il regista dei miei sogni deve essere un regista da quattro soldi e quando sogno abusa del soft focus, così non vedo mai molto. Ma c’era un uomo, alto, spalle robuste, vestito di viola e con un taglio di capelli che sembrava uscito da un parrucchiere californiano degli anni 50. Eravamo in un campo da calcio e migliaia di persone lo guardavano, all’improvviso ha preso per il bavero di una maglietta un altro tipo con una maglia a strisce bianconere, che, anche lui, non si capiva bene chi fosse: non per l’abuso del soft focus, ma perché, nel sogno, a volte compariva con i capelli e altre volte senza. Il tipo con la maglia viola ha guardato negli occhi per qualche secondo quello con la maglia bianconera e mentre lo stadio ascoltava in religioso silenzio ha detto una cosa del tipo: e tu … porco … toglile le mani di dosso. Già, proprio come George McFly. Sono confuso Ultras da tastiera, chi era? e cosa avrà voluto dire questo sogno?

Caro Cinemaniaco, per spiegarti il tuo sogno utilizzerò il linguaggio dei segni. Il che potrebbe sembrare un’idea non troppo geniale, visto che ti provo a spiegare qualcosa che non hai compreso con una lingua che non comprendi. Ma ora capirai… I sordomuti comunicano con i segni, direttamente, senza vie traverse. Nel senso: non esistono eufemismi. Troppo complicato farsi intendere con un giro di segni. Se uno è ciccione, è ciccione. Non è un po’ in carne, un po’ sovrappeso, che, forse, dovrebbe perdere qualche chilo per stare proprio bene, sia con sé che alla vista degli altri. Insomma: è proprio un ciccione. Magari non infarciscono la comunicazione con aggettivi tipo “lurido”, ma comunque danno del ciccione. Dritto in faccia. Ma George McFly non è affatto un ciccione. E quello che te hai intravisto dalla brillantina, non è altro che il nostro Mario Gomez, l’eroe che combatte i bulli bianconeri, per sognare la Viola vincente e un calcio più pulito. Mario Gomez non utilizza giri di parole: come George McFly, il padre di Marty McFly, che si scoprì duro e puro, quasi per caso e cambiò il suo futuro.

Mario McFly, cambia il nostro futuro: vai a viso duro su quell’orco dallo strano cuoio capelluto e la maglia a righe! E mentre palpeggia la coppa, puntagli il dito urlando: E tu, porco… toglile le mani di dosso!

PS una menzione speciale al cronista dello spazio urbano Emiliano Pierini, sua l’intuizione della somiglianza Gomez-McFly

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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