Posso dire con totale convinzione che non si e’ toccato con mano l’essenza profonda della cultura statunitense fintanto non si viene invitati a un matrimonio!
Premetto che non mi piacciono i matrimoni. Li reputo, per la maggior parte, uno spreco di tempo e soldi, con la sposa che sembra una bomboniera, lo sposo un manichino e gli invitati sfoggiano abiti che non metteranno mai più in vita loro.
Insomma, nonostante questo mio rapporto conflittuale con i matrimoni, qualche giorno fa ho partecipato al mio primo “matrimonio all’americana” nel cuore del Texas ed e’ stato come essere in un film!
Tutto organizzato nei minimi dettagli: il sito internet aggiornatissimo con tutte le info, orari, storia del corteggiamento, dove e quando e’ avvenuta la proposta… Bus navetta che andavano dal centro città e principali aeroporti al luogo della cerimonia. Parentesi: per intrattenere gli ospiti sul bus venivano forniti questionari con domande sugli sposi e sulla loro “love story” cosicché le persone potevano valutare il loro grado di competenza sull’evento!
La casa: avete visto il film “Pomodori Verdi Fritti”? Ecco, una casa in tipico stile vittoriano, tutta bianca, con portici ed un immenso giardino con l’arco fiorito, il gazebo e petali di rose ovunque.
Stewart e hostess accompagnavano gli invitati lungo il vialetto fino al proprio posto a sedere, sul quale erano stati posti dei libretti con un dettagliatissimo programma dell’evento.
Le cerimonia accompagnata dal quartetto d’archi (inutile dirlo!) e’ stata breve (mezzora) e di gusto, partecipata e sentita.
E’ iniziata con la processione dei parenti, poi degli “uomini dello sposo” e poi delle damigelle. Tutti ovviamente in tinta e senza un pelo fuori posto. Le damigelle hanno fatto il loro ingresso su dei “trampoli” argentati ed e’ un miracolo che nessuna sia precipitata per terra rompendosi gli incisivi!
Il prete ha fatto la sua predica citando esclusivamente frasi di famosi cantautori texani, da Stevie Ray Vaughan a Townes Van Zandt (il prete e’ il mio nuovo idolo!!) descrivendo l’ amore in tutte le sue sfaccettature, da quello romantico a quello fallito, da quello puro a quello “alcolico”.
Lo stesso prete era seduto al mio tavolo durante la cena, con al fianco una ragazza molto attraente e molto più giovane di lui… i protestanti (episcopali in questo caso) sono autorizzati ad avere una vita sentimentale!
Una delle differenze più evidenti con un matrimonio all’italiana e’ stato ovviamente il banchetto: cena a buffet, tutti ordinatamente in fila per raggiungere i due tavoli e servirsi di pasta al pesto, petto di pollo con una salsa bianca pannosa, fagiolini lessi e insalata. Ben più opulento (grazie al cielo!) era il bar con ogni sorta di cocktail e liquori.
Altra grande differenza, la selezione musicale: da Frank Sinatra a del sano rock, risparmiandoci la macarena, e i devastanti balli di gruppo! Ho visto i genitori dello sposo (quasi ottuagenari) ballare un pezzo gli AC/DC…e la cosa mi ha commosso.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.