“Eseguivo un lavoro importante: l’aiuto becchino. Mio padre, infatti, era il custode del cimitero del paese. Io e la mia famiglia vivevamo in una casa all’interno del cimitero. Non era precisamente una di quelle case di cui rimanere entusiasti, visto che originariamente i locali erano destinati alle autopsie. Comunque mio padre la spacciava a tutti noi come un piccolo accogliente appartamento in un grande condominio e vi lascio immaginare chi fossero gli altri condomini”. Queste sono le parole di Giacomo De Bastiani tratte dal libro “L’aiuto becchino – memorie di vita da un cimitero”. Un’abile sceneggiatura? No, la vita. La vita di un bimbo che si avviava al mondo del lavoro con la professione di aiuto becchino. Giacomo poi è cresciuto ed ha deciso di raccontare la sua storia, quella della sua famiglia e quella della famiglia allargata dei personaggi (meravigliosi personaggi) che vivono il cimitero.

Basta sentirsi dentro a un film per superare la paura del buio. In ogni film che si rispetti il momento della paura è preceduto da una musica adeguata. Ecco, nei momenti in cui sale la paura basta dirsi: “Tranquillo non c’è nessuna musica quindi non c’è nessun pericolo”. È bello vivere pensando di essere dentro a un film, allontana piccole e grandi paure (compresa quella della morte) e ti fa credere di essere in un sogno. Giacomo giocava all’interno di un giardino dove “ogni tanto” il manto erboso si interrompeva per lasciare il posto alle lapidi di marmo. La notte era magica grazie alle migliaia di piccole luci (votive) che lo illuminavano. A pranzo il sapore della minestra si mescolava con quello magico della polvere di marmo. Una casa nel cimitero si distingue dalle altre costruzioni (le cappelle) solo perché sulla copertura invece di una croce c’è un’antenna televisiva.

Sono memorie reali, ma filtrate e deformate da l’immaginario a volte surreale di una narrazione volutamente fantastica. E come diceva Boris Vian: “La storia è interamente vera perché l’ho immaginata dall’inizio alla fine!”

Questo libro è un libro, ma è anche già una sceneggiatura pronta per un film. Ci sono pure i disegni, le belle illustrazioni dettagliate di Maya Boll, della location e dei protagonisti, che sono già uno storyboard. E poi ancora lì, un po’ diversa si, ma ancora lì, in via Tosca Fiesoli 89 a Campi Bisenzio, c’è la location dove girare il film: il cimitero della Misericordia. Per l’intanto il libro è già stato in teatro. Con Roberto Caccavo e gli straordinari attori al Teatro delle Spiaggie di Firenze e con Andrea Kaemmerle di “Guascone Teatro” a Capannoli a Pisa all’interno della rassegna “Utopia del buongusto”.

Per chi volesse saperne di più stasera a Campi Bisenzio, a poche centinaia di metri dal Cimitero, cè la presentazione del libro. Al Porto delle Storie alle 21.00 in via Giusti 7. L’aiuto becchino s’avvicina alla sua vecchia casa.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.