Giovedi 30 Settembre 2004. “Il Be Bop era sold out quella sera. Suonavamo noi, i Drugari. Un gruppo multietnico e poco tecnico. Ma che cuore ragazzi! Cinque studentelli universitari di poco più di venti anni che volevano vivere il loro momento di celebrità sul palco del locale più rockettaro di Firenze. Il Cavern  Club di Via de Servi. Io ero il cantante, almeno fino a quando non cominciavo a perdere la voce. Mi ricordo che suonavamo il giovedi e non ho mai capito se il locale era sempre pieno per noi, o perché c’era la serata della birra illimitata a 10 euro. Altri tempi. Ricordo gente ballare, pogare, lanciare bicchieri di plastica pieni di birra, vomitare. Ricordo di essere stato sollevato di peso da un branco di ubriachi sulle note di “Ricominciamo” di Pappalardo e che là sotto, quella sera, c’erano più di 40 gradi…Ed io avevo la giacca (per fare il figo)!!  Vecchi ricordi….”

Il Be Bop, www.facebook.com/bebop.firenze, si trova in Via de Servi 76 e può essere considerato il tempio fiorentino della musica live. E’ un locale nato nel 1981 ed ha visto passare parecchia gente in questi anni. Dai nostrani Litfiba, Irene Grandi e Bandabardò, fino ad arrivare a gente del calibro di Mark Knopfler e dei fratelli Gallagher.  E’ un club che ha fatto la storia dell’ambiente artistico e underground di Firenze, e che ancora oggi mette la musica in primo piano. Cosa rara in questa città. Al Be Bop ci vai per berti una birra con gli amici, metterti a sedere ad un tavolino ed ascoltare i gruppi che ogni sera si alternano sul palco. Ci vai per cantare le canzoni della tua cover band preferita, perché un tuo amico una sera suona col suo gruppo, o semplicemente per svagarti un po’ e staccare la spina. Per farti una bella dose di musica e stare in buona compagnia.

“Eravamo fuori a fumare una sigaretta con quelli della band, quando un tizio ci chiamò. Entrammo. Una scala che ti porta giù, nel sottosuolo. Ci trovammo in una stanza non molto ampia con il palco a destra ed i tavolini davanti. Gli strumenti erano là, pronti per essere suonati. Tanta gente. Salutai gli amici e andai al bancone, nella sala dietro. Ordinai una birra. Lo show stava per avere inizio…”

Aprile 2013. Il Be Bop non è cambiato. Ci sono passato diverse volte in questi dieci anni e tutto è più o meno uguale. Certo, i gestori sono facce nuove, qualche cambiamento è stato fatto, ma ad una prima occhiata questo posto ha sempre un’aria familiare. C’è sempre la porta rossa all’entrata con attaccati i poster dei gruppi che suonano ed il programma della settimana. Le mitiche scale che ti portano giù al tempio del rock. La saletta dove c’è il palco con davanti i tavolini. Il soffitto a volte, tipico delle cantine fiorentine. L’odore di birra e non più quello di fumo. Poi la sala dietro dove c’è il bancone, la saletta dove c’è il pozzo ed il tavolone di legno con le panche. Il tempo sembra essersi fermato. Stasera ho fissato di bere qualcosa qua con due amici. Non c’è nessuna intervista in programma, mi affido al fato. A chiusura mi avvicinerò ai tipi che stanno spillando le pinte e chiederò loro se hanno cinque minuti di tempo da dedicarmi. Se poi mi diranno di no, pace…Me la sono rischiata. Prendiamo un tavolo e ne approfitto per fare un giretto e vedere che aria tira. Vado a prendere da bere al bancone. Stanno suonando un pezzo degli Strokes:  “Last Night, she said…..”

(continua fra 2 settimane)

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