Qualcuno si ricorda com’era Mario Gomez agli Europei del 2008?
Uno dei bomber più forti e prolifici del vecchio continente, l’uomo che sta facendo sognare una città intera, fino a qualche anno fa, sostanzialmente, era quello che, in termini tecnici, potremmo definire un “pippone colossale”. Piedi da trivellatore, movenze rivedibili e 
alcune memorabili giocate proprio alla manifestazione continentale del 2008: tanto che in molti si chiedevano cosa lo avesse catapultato nella nazionale tedesca e come avesse potuto realizzare 19 gol in 25 partite di campionato con lo Stoccarda.

Poi la metamorfosi.

I libri che ti obbligano a leggere a scuola, alle superiori, durante le vacanze estive, di solito – usando un linguaggio consono al settore – sono delle vere mattonate. Si spazia dai Malavoglia a Mastro Don Gesualdo, dalla Medea di Euripide al Discorso sopra la Batracomiomachia di Giacomo Leopardi.
Botte di vita.
Tranne un titolo: l’unico romanzo latino, ad oggi, pervenuto interamente. Che, scritto così, difficilmente potrebbe incentivare la lettura. E invece… Le Metamorfosi di Apuleio sono uno dei libri più spassosi mai scritti: le peripezie di un ragazzo diventato asino, attraverso avventure che comprendono, tra le altre, scene di amore tra donne e animali. Così, per non lasciare nulla di intentato.
Per questo adoro le metamorfosi: non per le scene di zoofilia, ma per la bellezza del libro.
Metamorfosi: come Paolo Brosio, da inviato di Emilio Fede a inviato di Fabio Fazio a Quelli che il calcio, da sbandato a fedele devoto della Madonna di Medjugorje.
Come Claudia Koll: dai primi piani di Tinto Brass alla pia fede cattolica.
Lino Banfi: dal commisserio Lo Gatto a Nonno Libero.
Come il calciatore Adriano, l’Imperatore: dagli addominali scolpiti dei primi anni dell’Inter, alla presentazione alla Roma, con la sciarpa con su scritto “Mo’ me sgonfio”. Fino all’obesità, una volta tornato in Brasile.
Come le facce di Gianni Fantoni, le convinzioni di Emiliano, le labbra di Donatella Versace e il naso di Cher.
Come Luca, l’amico di Povia, quello che parla con il cuore in mano, che adesso è un altro uomo.
Metamorfosi. Parabole crescenti o parabole discendenti: l’importante è che siano parabole vincenti.
Facci sognare, Mario!

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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