Non mi piace quando si parla del meteo come si parla di calcio o di politica.. Per carità: non che sia un argomento alto o che debba essere trattato con particolare riguardo quando se ne parla in ascensore o giusto per rompere il ghiaccio.

Ma il meteo ha la sua terminologia precisa e anticiclone delle Azzorre o vortice d’Islanda indicano qualcosa di preciso mentre Annibale o Cleopatra o Medusa sono personaggi storici o mitologici.

Tuttavia capisco che parlarne con un lessico comune e accessibile ai più è importante per chi con il meteo ci campa (me compreso…);

Per questo primo post voglio condividere una “sciocchezza” che scrissi con i colleghi lo scorso Febbraio (gran freddo da est su Firenze e tutta l’Italia), giusto per scimmiottare lo stile moderno dei comunicatori del meteo così lontano da quello sobrio “alla Bernacca” (sì lo so: passo da vecchio con quest’affermazione).

“Dopo la brutta sconfitta dell’estate 2011 battuta sul campo dell’estate 2003, l’inverno 2012 si prende una bella rivincita davanti al suo pubblico. L’inverno scende in campo disponendo Novembre in porta, Dicembre e Gennaio a centrocampo e Febbraio in attacco, capitano e vero leader della formazione invernale. In panchina Marzo pronto a entrare a stagione in corso; allenatore il Barone Strat-warming. La formazione di casa parte piano con solo qualche incursione di freddo sulla fascia sinistra, di competenza del terzino Atlantico, prelevato quest’anno da una formazione d’oltreoceano; le offensive non hanno esito e fanno segnare solo qualche cm di neve sulle Alpi Apuane, prontamente rilevate dall’arbitro Meteomont. A stagione in corso cresce d’intensità l’avanti russo-siberiano Grecale che prende per mano la stagione e con un intenso lavoro sul fianco destro mette fuorigioco la 0° a 850 che finisce in Tunisia. A questo punto l’inverno mite è oramai in bambola e Febbraio segna addirittura neve abbondante (localmente fino a quote di collina) su assist di uno scatenato Burian.

Con questo risultato 2012 scavalca sua maestà 1985 e si porta alle spalle di 1956 e 1929 che fanno da  tempo campionato a sè. A fine stagione il presidente Vortice Polare commenta: ‘Fa sempre piacere vedere l’aria invernale che gira, con i frequenti scambi meridiani; specialmente quando Ponte di Weikoff fa da collante tra i reparti. Faccio i miei complimenti al Mister Strat-warming e a Università di Berlino che l’ha voluto lì’. Sugli spalti, grazie alle basse temperature, bella la coreografia dei gabbiani che camminano sull’Arno..grazie al ghiaccio, perché sennò moltiplicavano anche i pesci”

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