Mezza Italia spera.

Mezza Italia è nove anni che aspetta questo momento: da dopo quel mondiale tedesco, da Calciopoli, da quando ha dovuto subire l’ignominia della serie B.  B come Bettega, B come Baggio, B come Borussia Dortmund: perché da lì, da quei trionfali ottavi di finale, ha capito che avrebbe potuto farcela. Mezza Italia spera e crede nell’impresa sportiva. Cinque anni dopo, come l’avversario più odiato, come l’Inter di Mourinho: mezza Italia spera di centrare il triplete.

Mezza Italia spera. Ma la mezza Italia sbagliata.

La mezza Italia che parla un dialetto calabrese e che tifa per i padroni della Fiat. Mezza Italia che ha deciso di tifare per quelli forti, che esiste perché vince. Che dietro quelle strisce nasconde verità scomode, che rinnega il passato recente: perché il presente è ancora più vincente. Mezza Italia che sventola il proprio orgoglio gobbo: che poi, questo orgoglio, chissà da dove venga, quali origini abbia, quale sia il motivo che possa spingere a non tifare la propria città, il proprio campanile. Un orgoglio in bianco e nero, come un filmato d’epoca, che ci insegna la nostra storia. Una storia di apolidi, di chi ha scelto di giocare una finale europea a Milano, anziché a Torino: un marchio di non appartenenza, di chi pensa di aver sofferto ed invece, delle lacrime da pallone, non sa proprio niente.

Anche l’altra metà spera.

Spera che sia solo un incubo, che prima o poi ci si possa svegliare. L’altra metà d’Italia ha ancora negli occhi il doppio palo di Djordjevic nella finale di Coppa Italia: segni e premonizioni che presagiscono il peggio. Perché ormai solo un argomento ci solleva dalla retorica gobba: il triplete dell’Inter di Mourinho. E dal 6 giugno rischiamo di non avere più argomenti. Rischiamo di non avere più lacrime per il nostro futuro.

La metà d’Italia giusta spera e lotta. Confida nel Barcellona.

Carlos Tevez

Brutto, sai! Fonte della foto: theaceblackblog.com

 

 

(Visited 326 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
Diventa fan di Ultras da Tastiera