Buongiorno, frequento la classe seconda di un istituto tecnico. Io studio poco e quindi i miei voti non sono tanto buoni. Ma il motivo è semplice. Non mi interessano le cose che si fanno a scuola e trovo noiose le lezioni di molti insegnanti. È possibile che la scuola non riesca ad appassionare gli studenti? Sara

studente scontentoCara Sara, innanzitutto vorrei dirti una cosa. Non si può pensare di fare soltanto quello che ci piace. La scuola e il lavoro hanno inevitabilmente degli aspetti noiosi. E può capitare di incontrare insegnanti con i quali non c’è intesa. Ma bisogna andare avanti lo stesso. Imparare a confrontarsi con situazioni diverse da quelle che desideriamo far parte del percorso di vita di tutti. Alla tua età è forse difficile accettarlo, ma poi ti sarà più chiaro.
Però non c’è dubbio che tu cogli un aspetto vero. Molta parte della scuola è vecchia, sono vecchi i programmi e le metodologie di insegnamento. E vecchie e brutte sono spesso anche le aule. Rimanendo così le cose è certamente difficile entrare in sintonia con i ragazzi, interessarli, coinvolgerli.
Dovremmo avere il coraggio di compiere un atto di rottura con la scuola vecchia e cercare altre strade. Cambiando i programmi, sperimentando altre metodologie di insegnamento, modificando gli orari, utilizzando le nuove tecnologie, rinnovando gli spazi e gli arredi. Dovremmo provare a rimettere il gioco le nostre certezze e cercare di costruire una scuola più al passo del tempo in cui viviamo, più a misura di studenti e insegnanti.
A parole in tanti già lo fanno, nei fatti molto meno. Ma se non recuperiamo il piacere di insegnare e di imparare, perderemo per strada molti ragazzi di talento. E anche molti bravi insegnanti.

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Ludovico Arte

Di lavoro faccio il preside dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” di Firenze. Poi ho l’incarico di coordinatore dell’Area Psicopedagogica del Settore Giovanile della Federcalcio.
Nella mia vita precedente ho fatto prevalentemente il sociologo e l’insegnante di psicologia. La mia vera passione è lavorare con i ragazzi, cercando un modo diverso di fare educazione.
Sono nato in Calabria, ma vivo a Firenze da molti anni.
La Calabria mi ha insegnato a non dire certe cose, in Toscana ho imparato a dire le cose come stanno. Da entrambe però ho capito che quello che sei e quello che fai valgono più di quello che dici.