Ti accorgi che sei vecchio quando quelli più giovani non sono più così giovani.  Me lo disse con naturalezza il mio amico Fabiano in una fredda notte di Gennaio davanti ad un passo carrabile occupato di viale Spartaco Lavagnini. L’attesa di un carro-attrezzi può stimolare riflessioni importanti.

Quest’anno chi è nato nel 1984 compie 30 anni e 30 anni sono ancora pochi, ma non proprio pochissimi. Insomma uno del 1984 non è più giovanissimo. Ed io meno che mai visto che avevo già 20 anni. Nel 1984 il Grande Fratello era solo quello di George Orwell ed i  fratelli Righeira cantavano insieme a me: l’estate sta finendo ed un anno se va, sto diventando grande anche se non mi va. Mio malgrado mi è capitato di crescere, allora e di invecchiare, adesso. Nel frattempo ho visto il Grande Fratello alla televisione (purtroppo) e non ho mai visto un concerto dei fratelli Righeira (ancora purtroppo). In compenso ne ho visti tanti altri di concerti. Soprattutto in una tenda da circo. Fu tirata su alla fine degli anni settanta in un’area abbandonata in riva all’Arno perchè non esistevano a Firenze spazi per i concerti. Il Mandela era solo un cantiere infinito buono solo per girarci una scena celebre del film Amici miei. La tenda fu chiamata Teatro Tenda. Lo spazio all’interno fu immortalato nella copertina dell’album del celebre concerto della PFM con De Andrè.  Faceva un gran freddo e sedevamo su delle panche scomodissime. Inutile dire che quella sera, la voce di De Andrè superò tutti i disagi possibili. Da allora il Teatro Tenda ha avuto il tempo di essere spazzato via da una tromba d’aria, di trasformarsi in una struttura permanente, di chiamarsi Saschall ed infine Obihall.

Quest’anno vedrò all’Obihall il concerto di un cantante che ascoltavo nel 1984, ai tempi del Teatro Tenda. Lui è Sergio Caputo. Spero che il 30 Gennaio l’ex-tenda sia strapiena. Alle sue canzoni concederò un pediluvio nel mio cuore.  E spero di scoprire che questo povero cuore da allora non è invecchiato. E di scoprire anche che questa storia, di amore e di dinamite, mi rende tollerabile perfino la gastrite. Dopo il concerto vorrei anche correre verso una cabina telefonica della SIP,  telefonare al 1984 e cantare sai cosa faccio, io domani vengo lì, ti rapisco e andiamo il cinema, che vuoi più di così?

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.