Francesco Gramegna

Francesco Gramegna

Basta chiedere in giro. Oramai il rugby viene considerato sia sport in esponenziale crescita che ottima filosofia di vita.
Ma questa nuova tendenza viene adeguatamente sfruttata? Cosa sta succedendo dalle nostre parti?
Sono riuscito a parlarne, sempre con piacere, con Francesco Gramegna, addetto alla propaganda della neo ristrutturata Firenze Rugby 1931, ed ho scoperto che le acque sono tutt’altro che ferme.

Una lunga chiacchierata che, per motivi di spazio, verrà divisa in tre diversi articoli.

C’è un interesse, finalmente, da parte della federazione italiana rugby per il mini rugby?

La Federazione ha dato delle linee guida con cui i club devono, in qualche maniera, lavorare. Significa che ogni squadra deve individuare due soggetti da presentare alla federazione come personale tecnico da formare come addetti, appunto, al rugby giocato dai bambini.
Particolare attenzione dobbiamo poi dedicarla alla comunicazione per portare fuori dai nostri cancelli i valori dello sport che giochiamo.

Il che comporta prendere contatto anche con scuole come hanno già fatto le altre nazioni?

Le scuole sono un punto fondamentale per la promozione del rugby. Come la nostra presenza a varie feste dello sport se è per questo.
Il progetto prevede di dare alle scuole uno strumento che possono utilizzare per portare i valori del rugby all’interno della scuola stessa, tra i compagni di una stessa classe, creare coesione e fare accettare tutti i ragazzi.
Spesso ci troviamo in situazioni dove abbiamo un primo della classe che si isola in quanto il più bravo. Questo lo consideriamo errato. Il più bravo deve aiutare gli altri ad arrivare allo stesso suo livello.
Poi se qualche bambino si appassiona al rugby tanto meglio.

In sostanza creare un gioco di squadra…

Infatti la scuola deve far parte del club! Abbiamo a breve un incontro con le varie scuole fiorentine per presentare questo progetto.

Ma gli istruttori che caratteristiche devono avere?

Sono persone che già fanno parte del nostro team tecnico ma devono avere, obbligatoriamente, una adeguata preparazione. Consideriamo poi una crescente esperienza molto importante.
Faccio un esempio: parlare ai ragazzi è sempre semplice, ma poi non così semplice.  Non tutti riescono a farlo, ci vuole carisma, passione.
Non a caso il progetto è stato chiamato “Unisciti a Noi”. Sta a significare che noi, Firenze 1931, con i Medicei e tutti quelli che gravitano attorno a queste realtà stiamo lavorando assieme per realizzarlo.
È un grosso progetto che ci sta impegnando tantissimo.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.