Quando si va in vacanza in una grande città d’arte come Firenze anche il turista più sprovveduto passa le sue ore all’interno di musei, palazzi, monumenti, chiese. Nulla di male. Anzi tutto di bene. Cerca di capire questo maledetto presente guardando la bellezza del passato. Mi sorge un dubbio, però. Un dubbio alimentato dalle facce stanche e poche soddisfatte dei turisti che scendono e salgono dai bus in lungarno Pecori-Giraldi. Quando questi signori sono a casa loro e non sono più turisti cosa fanno nel tempo libero? Vanno a visitare  i musei , i palazzi, i monumenti e le chiese della loro città? Se è così, allora mi cheto. Ma se non è così, allora mi prendo tutta la presunzione del mondo per dare qualche consiglio al mio caro turista sprovveduto.

La vita è fatta di confronti e la vacanza non è solo che il tempo libero quotidiano esteso e ininterrotto. Sperimenta in una scenografia urbana diversa quello che ti piace fare tutti i giorni. Se ti piace andare a correre vai a correre sui lungarni e scoprirai che ognuno suda in modo diverso indipendentemente dal luogo di origine. Se ti piace il calcio, e la Fiorentina gioca in casa, vai allo Stadio e, se gioca fuori casa, vai a vederla in una casa del popolo. Se ti piace fare shopping chiedi all’autista del bus di farti scaricare in piazza Alberti al mattino e farti riprendere in piazza Beccaria alla sera. Nel mezzo tra queste piazze c’è via Gioberti e ti devi prendere tuttoungiorno per scoprire che questo maledetto presente si può scoprire ANCHE vivendolo in una delle sue forme più semplici e nobili: lo shopping. Nello shopping contano gli oggetti ma anche il contesto in cui sono inseriti e via Gioberti è, in questo senso, il contesto ideale.

Via Gioberti è una via lunga e dritta un chilometro piena di negozi (uno ad ogni uscio, corti interne comprese) e fraternizza con i tuoi desideri offrendoti una vasta varietà di oggetti per soddisfarli. Via Gioberti pre-esisteva al concetto di centro commerciale naturale. Mi permetto di darti solo un ultimo consiglio, mio caro turista sprovveduto, su dove finire questo tuo viaggio alternativo alla ricerca del presente e cioè al cinema Astra in piazza Beccaria. Il finale, l’ultimo spettacolo, non può che essere al cinema. Indipendentemente dal film. Chiama l’autista del bus e digli di attendere ancora un po’. Se si arrabbia ricordagli, semplicemente, che nel film pani e tulipani perdere il bus cambia la vita (decisamente in meglio) solo alla protagonista, ma non all’autista.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.

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Nuvola rossa