Adesso dobbiamo essere bravi. Bravi davvero. Non fare il compitino. Non come un terzinaccio di provincia che si limita a spazzare ed oltrepassare il centrocampo due volte in tutta la stagione. Di quelli che in pagella strappano un sei politico di simpatia più che di stima. Cristo, ho avuto per due anni Balestri al fantacalcio e non prendeva mai un’insufficienza. Ma nemmeno più di sei in pagella.
Perché oggi le sei pere ricevute in meno di una settimana ci pesano come non mai. Non solo abbiamo buttato due dei tre obiettivi stagionali; non solo in malo modo; non solo dando l’impressione di non lottare; non solo mancando clamorosamente una rivincita contro i nostri rivali storici e, anzi, esaltandoli come non mai per una coppetta.
Oggi ci guardiamo allo specchio e vediamo solo Matri che ci segna contro. Gargano che ci annienta a centrocampo. Un allenatore incapace di sprigionare cattiveria agonistica.
Ma era lo stesso allenatore capace di farci vivere un mese da leoni.
E allora portiamolo a termine questo arduo compito: diamoci almeno dieci giorni prima di annichilirci nel disfattismo. Prima di criticare allenatore, società, mercato, schemi tattici e sostituzioni mancate.
Speriamoci. E crediamoci. Perché ci sarà tutto il tempo del mondo per processi e recriminazioni. L’estate è lunga.
Ma ora c’è solo da sostenerla.
Forza!

Fonte della foto: direttaradio.it

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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