“Bimbi, andiamo in fattoria!”.
Urletti di gioia e sorrisi felici.
“Muuu?!”.
“Certo, c’è anche la mucca!”.
Siamo in via dei Bassi e Giovanni mi guarda felice: “Muu?!”.
“Sì, dai. Ora però entriamo”.
Una ventina di bambini tra l’assonnato e il raffreddato. Mamme, babbi e nonne nonnesche – che più nonne non si può. Simona e Chiara – che di fattoresse hanno poco ma son carine da morire – ci accolgono alla Fattoria dei ragazzi.
“Stamani: giochi polverosi!”
“Sì!!”. I bambini si svegliano improvvisamente dal torpore delle 9.30. E io vedo il sorriso delle nonne trasformarsi in smorfia, pensando di riportare a casa i nipoti sudici – che più sudici non si può.
E lui: “Muuu?!”.
“Sì. Ora però si gioca”.
Dunque: tutti nell’aia – che forse non si chiama così, ma fa molto fattoria.
Due ore favolose a giocare con “niente”: barattoli vuoti, palline di carta, una corda lunghissima, sacchi di iuta, ceci secchi. E due sacchetti per il pane, pieni di caramelle.
E ancora: “Muuu?!”.
Comincio a dubitare che ci sia, ‘sta mucca.
Poi un urlo: “Tutti a vedere gli animaliiiiiiii”.
Tiro un sospiro di sollievo. E tra il fango, le piante di zucche, gli alberi da frutto e le viti: ecco due caprette.
“Muu?!”.
Le oche e le galline.
“Muu?!”.
I conigli.
“Muu?!”.
“Eh no, dai: la mucca non c’è!”.
Lo dico, via: in fattoria mi son divertita un sacco – cioè volevo dire, loro. E ci torneremo, mucca o non mucca.

Un PS per le nonne e per le mamme tutte: non fate come me. Gli stivalini per i bimbi: portateli! Come dice sempre qualcuno (che non sono io!!) “non si sa mai!”.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.