Animazione Napoleone1Eh vabbé, il solito gioco di parole, sul povero Napolitano, direte voi!
E invece no!
Non sto facendo dell’ironia sull’ex presidente della Repubblica, bensì su di voi tutti perchè Egli non ha niente a che vedere con quell’altro (presidente del consiglio), un precursore d’altri individui convinti d’essere gli uomini della provvidenza.
E non lasciatevi tentare da alcune somiglianze d’alcova, la dove si dice che il precedente, l’archetipo, amava chiedere alla sua amante, di non lavarsi perché egli ne gradiva l’odore di formaggio di fossa.
L’uomo che incontrai, era nato ad Ajaccio ma non per sua volontà, in quanto non poteva disporre ancora di eserciti e troni (non ci sono paragoni).
Venni a incontrarlo appena uscito dal solito wormhole, capocciando con lui, e fu un faccia a faccia micidiale!
La prima cosa che fece fu quella di colpirmi con il lungo scettro. Però colpì il suo volto che adesso si era sostituito al mio e perciò si fece male! Paradossi della meccanica quantistica.
Egli se ne stava seduto sul suo scranno mentre un abile quanto rassegnato pittore lo ritraeva nella sua magnificenza. Un imperatore su uno sgabello della Chicco avrebbe fatto meno impressione.
Eppure egli era lì fiero e solenne e nella noiosa attesa, una volta calmatosi prese a raccontarmi la sua storia in breve. Nel senso che era breve, cioè basso di statura.
Disse di chiamarsi Napolyon, mescolando un francese còrso con un incerto inglese: di cognome faceva Bonap e di mestiere, l’artista.
Si sentiva un Leone ma lo era in sedicesimo. Data la Sua Altezza.
Ad un certo punto squillò un improbabile telefono e lui subito rispose:
– Pronto.. So’ corso! –
Quando arrivò l’ambulanza per portarlo via (al pronto soccorso) lui ebbe a dirmi che non era vero niente – così come c’era scritto su wikipedia – che non era un ufficiale d’artiglieria e quindi generale durante la rivoluzione francese, divenne famoso come principale generale della Francia rivoluzionaria grazie alle vittorie ottenute nel corso della prima campagna d’Italia, anche perché a lui non piaceva la campagna ma preferiva la montagna e avrebbe voluto ritirarsi sul monte Saint Helens non sapendo che era un terribile vulcano!
L’ambulanza che lo portava in manicomio sbagliò in effetti strada e finì proprio nel cratere principale del Saint Helens, nel momento esatto dell’eruzione del 1980.
L’enorme deflagrazione scagliò in aria il povero Napolyon che finì per atterrare sull’isola di Sant’Elena dove morì ucciso da un cannibale di nome “Venerdì” o forse morì solo di venerdì. Non ricordo bene.
Nei suoi capelli furono poi trovate tracce di arsenico ma niente vecchi merletti.
Il resto è leggenda.

BONAPARTE01
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Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.