Casatiello

Casatiello

Domenica sarà Pasqua e il proverbio recita “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Ècomprensibile: il periodo natalizio, normalmente caratterizzato da freddo, pioggia e talvolta neve, è inverno, invita a stare più al tepore di casa.

Viceversa la Pasqua coincide con l’arrivo della bella stagione, il primo sole fa capolino e gli alberi fioriscono e, anche se quest’anno l’arrivo della primavera sta ritardando, la voglia di uscire la fa da padrona.

I piatti di questo periodo, infatti, inducono anche alle prime scampagnate; per pasquetta è tradizione a Firenze “andar a ruzzolare l’ovo (sodo e dipinto dai bambini)”.

Qualche giorno fa un’amica, di origine napoletana, ha organizzato una cena a casa sua, proponendo i loro piatti tipici del periodo pasquale: il castiello e la pastiera. La cosa interessante è che questi due piatti sono stati cucinati dal marito, fiorentino doc, che ha imparato a cucinarli dalla suocera.

Queste due pietanza sono speciali, un po’ impegnativi, poiché bisogna saperle cucinare molto bene, perchè esiste una ritualità nella loro preparazione, fatta di movimenti per l’impasto dei i casatielli o da come vengono posizionate le strisce di pasta che guarniscono la pastiera. Ritualità nella preparazione, rispetto del cibo e soprattutto disponibilità a cucinare con il cuore, ed è per tutto questo che abbiamo potuto gustare piatti fatti con il cuore… Grazie!

Dovremmo sempre cucinare le pietanze con il cuore: assumono un gusto diverso e migliore, bisogna anche ricordarsi sempre che, nella nostra tradizione, “l’ospite è sacro”, un tocco di pane con un pezzo di formaggio può fare felice chi lo riceve, un piatto di pasta con un filo d’olio, consumato in compagnia, può diventare una prelibatezza se arricchito dalla consapevolezza del suo reale valore ed essere anche motivo di festa, comunanza e condivisione.

Buona Pasqua!

Pastiera

Pastiera

(Visited 205 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.