ponte-vecchio

Borgo san Jacopo detiene un primato, un primato molto particolare: è la strada a cui è stato cambiato più volte il senso di marcia. In Europa? Chissà. Sicuramente a Firenze. Un primato perseguito con una particolare diligenza. I motivi sono vari e tra questi non c’è quello di vivacizzare, sorprendendoli, chi vive e chi lavora in questa strada.  Lo si deve al riordino della circolazione stradale nella zona come quando fu decisa la pedonalizzazione della vicina piazza Pitti ed anche a lavori urgenti sulla carreggiata per riparare i sottoservizi (evidentemente i tubi che passano sotto sono piuttosto cagionevoli; non valgono un tubo?). La stessa sorte, anche se in misura minore è toccata alle adiacenti via Gucciardini, via Barbadori e via de’ Bardi. L’Ufficio Traffico del Comune (volente o nolente) riserva per l’intera zona una particolare attenzione. Del resto non potrebbe essere diversamente dato che tutte queste strade si trovano su una direttrice di attraversamento importante di Firenze, e l’alternativa, non passando da queste parti, sono i viali o il piazzale Michelangelo.

Al centro di tutta la zona solo una cosa non cambia mai, un sole che rimane fermo lì immobile, un ciclone che c’illumina e ci riscalda. Nel punto dove Borgo San Jacopo incontra il Ponte Vecchio, proprio sotto il corridoio Vasariano, in tutti i giorni che Dio mette in terra, indipendentemente dal senso di marcia di Borgo San Jacopo, dalla presenza dei venditori abusivi e dalla quantità di turisti giapponesi,  stazionano dall’alba al tramonto Massimo e Bassem. Sono stato costretto per un motivo, peraltro non particolarmente interessante da raccontare, a passare lunghi pomeriggi e mattinate, in compagnia di Massimo e Bassem. E loro hanno reso decisamente più lieti questi lunghi pomeriggi e mattinate. Massimo staziona fuori e dentro (più fuori che dentro) la sua edicola e i suoi giornali e Bassem davanti al suo barroccio e le sue magliette.

Nell’incertezza che regna sovrana nella zona, sono un punto di riferimento. Il loro punto di vista nel casino che gli sta intorno è rassicurante. O più precisamente il loro occhio nel ciclone di questi tempi è un punto di riferimento per noi piccoli uomini disorientati che affrontiamo e vogliamo vincere la nostra battaglia quotidiana per le strade dell’oltrarno fiorentino.

(Visited 90 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.