Il mio amico Benedetto Ferrara su facebook ha scritto: le piste ciclabili della mia città sono come certi amori, a un certo punto finiscono e tu non capisci perché.

Da qualche giorno, però,  non saremo più costretti a provare questa sensazione, quantomeno sul ponte Giovanni da Verrazzano. Perché lì è nata una pista ciclabile che unisce le già esistenti piste ciclabili dei lungarni. Accanto al marciapiede, è stata disegnata per terra con bitume rosso una pista ciclabile che collega la pista ciclabile del lungarno Ferrucci e di via Villamagna con quella del lungarno Colombo e del lungarno Aldo Moro. Sarebbe, di per sé, già una bella cosa, ma il collegamento è stato fatto in un modo che per Firenze rappresenta una novità e che di fatto avvicina Firenze all’Europa. Perché le piste ciclabili in realtà sono due, una per ogni senso di marcia. Il ciclista proveniente dai due lungarni potrà proseguire la sua pedalata sulla pista ciclabile del ponte ma solo seguendo il senso di marcia corrispondente. Un modo per proseguire in sicurezza, ma nello stesso tempo che responsabilizza sia il ciclista che l’automobilista.

E se alcuni cantanti quando scrivono amore in realtà pensano alle piste ciclabili di Firenze? Riccardo Cocciante cantando non c’è mai una ragione perché un amore debba finire in realtà rispondeva a Benedetto Ferrara 40 anni prima? Claudio Baglioni nei primi anni ottanta quando cantava ho girato e rigirato senza sapere dovere andare pedalava sulle piste ciclabili di Firenze? Renato Zero cantò cambio zona, itinerario, il mio indirizzo è la follia dopo aver cercato inutilmente la continuazione della pista ciclabile di viale Redi?

A tutti, con l’intervento sul ponte da Verrazzano, il personale che si occupa delle piste ciclabili della Direzione Mobilità del Comune di Firenze ha voluto dare una risposta. Sono convinto che tra le mappe ed il codice della strada sui loro tavoli ci sono i testi delle canzoni di Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni e Renato Zero. Oltre alle parole di benedetto, naturalmente.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.

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