Non sei una persona che non si cura minimamente di quello che si mette addosso, ti piacciono i vestiti e ti piacciono anche gli accessori particolari, molto meglio se artigianali e fatti con materiali strani. Insomma, non sai se capisci la moda, ma ti piace vestirti. Allora perché quel pomeriggio ti sentivi la peggio vestita di tutta Firenze (la città, non il giornale)? Se poi ci aggiungi che c’è una marea di gente in giro per la città nonostante sia un normale martedì di gennaio ottieni la risposta: c’è Pitti. Due volte l’anno a Firenze scoppia inesorabile la bomba della moda. In quella settimana tutto è concesso, niente è troppo azzardato, e puoi metterti un cappello rosa con una piuma e una eco-pelliccia giallo canarino passando (quasi) inosservata. Era martedì 13 gennaio e io avevo appuntamento con la baraonda di Pitti il giorno dopo, perché se scrivi di e su Firenze proprio non puoi ignorarla. Quel martedì però era dedicato al compleanno del babbo, con passeggiata in centro, film al Fulgor e cena al Lungarno 23 (hamburger buonissimi). Ma tra una piuma, una pelliccia e dei calzini che non puoi fare a meno di notare, mi è bastato svoltare l’angolo per fare una piccola scoperta.todo modo In via dei Fossi c’è un posto che non si può fare a meno di vedere. E’ la libreria-caffè-teatro Todo Modo, aperta e gestita da facce giovani, che hanno scelto di scegliere. Scegliere, davvero, i titoli sugli scaffali, fuori dai riflettori, dando spazio anche a case editrici indipendenti, e scegliere con cura l’arredamento. Nella zona caffè il bancone riunisce quelle che un tempo erano porte e i comodini si rovesciano per diventare mensole. Ma sono le sedie il tocco di classe, hanno tutte la stessa base di legno, ma sopra hanno schienali in origine appartenenti a sedie diverse, da quella per bambini al trono. Come a dire che condividiamo tutti qualcosa in quel momento, ma che lo facciamo ognuno a modo nostro, magari con una pelliccia gialla.

Firenze non è una metropoli, il centro è tutto a portata di passo, e a volte sembra che sia uguale a sempre, ma in un pomeriggio di gennaio questa città ti sa sorprendere un pochino, se gliene dai (todo) modo.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

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Penne in alto

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C’è chi dice no