Ho visto una mamma felice e la sua felicità mi ha contagiato. È successo alle Cascine un pomeriggio della settimana scorsa. Lei pattinava con i roller-blade e contemporaneamente spingeva il passeggino con dentro il suo bimbo. Scivolavano via velocissimi sul nuovo asfalto all’altezza della passerella dell’Isolotto verso l’Indiano. La loro felicità era data dalla concentrazione che stavano mettendo in quello che stavano facendo. La mamma viveva la sua felicità nel condividere con il suo bimbo una cosa che a lei piace fare.  Il bimbo percepiva il piacere della mamma e stava lì sveglio a grattarsi il pancino. Tutti e due, insieme all’Arno, andavano uniti e distinti nella stessa direzione.

Mentre vedevo la mamma scivolar via con il suo bimbo ho pensato ad un signore, ad un signore particolare che per via delle iniziali del suo nome amava chiamarsi semplicemente signor G. Lui scriveva, cantava e recitava di noi. Le sue canzoni  erano di una semplicità e di una verità disarmanti. Spiazzavano. In particolare nel suo ultimo periodo ha scritto di amore come, forse, non aveva mai fatto. Se la canzone il dilemma è una sorta di saggio sulle difficoltà di costruire una relazione d’amore che duri veramente per sempre o sulla fedeltà a se stessi, Non insegnate ai bambini è un saggio sull’educazione, una mammella a cui ogni babbo ed ogni mamma dovrebbero attingere quotidianamente.

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicino, date fiducia all’amore, il resto è niente. La mia mamma felice delle Cascine ha fatto proprie queste parole. Aveva assolto al suo dovere di cura nei confronti del suo bimbo. Si è accorta che aveva del tempo libero ed ha deciso di uscire. Fuori non era proprio bel tempo, ma a lei piace tanto pattinare e allora non gli restava che mettere le ali ai piedi. Il bimbo forse l’ha guardata un po’ di sbieco quando l’ha vista indossare quelle strane scarpe con le ruote ai piedi, ma la faccia della mamma era così felice e convinta che cominciare a piangere non pareva il caso. È in quel momento che lui ha capito che la mamma non è solo la mamma, ma anche una persona con le sue idee ed i suoi gusti e, quando poi, nel carretto ha cominciato a volare insieme a lei allora ha capito anche che è più bello avere una mamma così, una mamma che coltiva se stessa insieme al suo bimbo.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.