Una rubrica sul design. Mettiamo subito in chiaro un po’ di cose. Non sono un designer. Non credo che il design cambierà il mondo. Sono un architetto, un po’ pentito, e sono qui per parlare di design, senza esagerare, senza fare dell’argomento una insopportabile predica 2.0 – concedetemi di utilizzare questa terminologia presa in prestito dal web in modo che me ne liberi subito per il resto delle mie rubriche – con l’obiettivo di affascinare giovani menti alla ricerca di una professione.
Bene, detto ciò, possiamo cominciare a delineare il campo d’azione. Per casuali accadimenti – e non solo – ho curato l’organizzazione di una mostra/evento sul design autoprodotto a Firenze e mi sono ritrovato catapultato in un mondo che mi ha affascinato e incuriosito.

Il design autoprodottodefinizione non troppo felice di un processo produttivo che si distingue dalla produzione industriale dei grandi numeri – fa parlare di sè puntando i riflettori su una nuova generazione di progettisti e su nuove metodologie e processi che in alcuni casi portano a risultati eccellenti, a tal punto da farci esultare, “finalmente una nuova generazione di Maestri”!
Non voglio e non posso addentrarmi in un’analisi storico critica sull’argomento per cui mi trovo costretto ad una virata verso scenari più consoni alla mia formazione.
Nel percorrere questi nuovi territori ho avuto la sensazione di viaggiare in luoghi sconosciuti in compagnia di molte persone con cui sono riuscito a condividere emozioni, sensazioni, esperienze e progetti.

Prima di ogni cosa ho scoperto che il design autoprodotto ha come protagonista indiscusso “la persona”; spinge l’osservatore a ridisegnare gli equilibri intorno ad ogni valutazione sugli oggetti. La persona che disegna, la persona che progetta, la persona che pensa, la persona che taglia, la persona che scolpisce, la persona che stampa, la persona che assembla, la persona che plasma…la persona che compie un atto creativo scoprendo nuove tecniche e nuovi materiali, sperimentando e facendo ricerca. Dunque chiamiamo design autoprodotto un processo produttivo che unisce il sapere dell’artigiano alla sensibilità del progettista, in un’unica persona, in piccoli studi o collettivi che affrontano con coraggio e creatività tutta la filiera produttiva, forse per caparbietà, forse per necessità, forse perchè l’industria non investe a sufficienza sull’innovazione.

…“@3zzi e disegni” vi parlerà di questo nuovo, vecchio connubio.

Lettura consigliata: Chiara Alessi, Dopo gli anni Zero, Ed. Laterza, 2014 (Euro 12,00=pizza e birra da asporto)

(Visited 64 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

TESTTTTTTTTTT

riTORNIO al FUTURO