“Irene, tusse’ sempre a scrivere”. Per la nonna Giuliana il mio lavoro era sostanzialmente scrivere, e in effetti tutti i torti non li aveva. Ho iniziato a lavorare in un giornale a 18 anni, e quando tre anni dopo mia nonna se n’è andata mi sono chiesta che cosa avesse effettivamente capito su quello che facevo, e che continuo a fare. Ma in fondo il mio era un mestiere facile da capire, bastava accendere la televisione ed aspettare la fine dell’Eredità (per mia nonna i canali si fermavano al 3), ed indicarle il signore dietro al bancone del Tg.

Non tutti però saprebbero spiegare cosa fanno, e neanche dove. Vallo a spiegare alla nonna che vuol dire coworking. È quello che ho chiesto ai ragazzi di Cowo98, giovani fotografi di un coworking fiorentino. “Io ho provato a spiegarlo a mia nonna, ma poi mi sono limitato a dire che lavoro in uno studio”, dice Marco, mentre la nonna di Simone sta ancora aspettando di vedere il nome di suo nipote in televisione. “Mi dice sempre che quando guarda Domenica In e vede scorrere i nomi, quando legge direttore della fotografia mi pensa, perché crede che quello sia il mio lavoro”.

Non si tratta più solo di nuovi mestieri, ma anche di nuovi modi di lavorare, di nuovi luoghi e nuove forme. Non è solo il lavoro ad essere cambiato, siamo cambiati anche noi. Sono diverse le cose che siamo disposti a fare per riuscire a farcela, è cambiato l’impegno che ci mettiamo e purtroppo anche quello che ci aspettiamo in cambio. Non so com’era lavorare per un ventenne vent’anni fa, so che ora è difficile, ma che alcuni di noi non si piangono addosso e provano davvero a fare il mestiere che hanno scelto, e per farlo non si isolano, ma cercano di connettersi, di unire le professioni e gli sforzi, di dividere soddisfazioni e preoccupazioni. È quello che fanno i ragazzi di Cowo98, che non condividono solo uno studio (e partite a freccette), ma anche idee, lavoro e progetti, e tutti i giorni girano la chiave del loro coworking in via Pisana 98, a volte troppo tardi la sera, a volte troppo tardi la mattina. Ma sicuramente avranno qualcosa da dire alla nonna.

E se avessi dovuto spiegarlo io a mia nonna non so cosa avrei detto, ma so cosa avrebbe detto lei, “Oh che tu va’ a scrivere anche lì?”.

cowo98

 

Nella foto la bacheca di Cowo98 (si lavora, ma si ride anche)

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTTT

I giovani sanno