“Come si farebbe senza i nonni?!” È la frase che tutti noi genitori abbiamo detto – almeno – 100 volte!!!! I nonni sono preziosi perché sono vita vissuta. Sono esperienze, colori, odori, suoni emozioni…. Che vengono da lontano, ma che, proprio perché ci sono loro, non sono poi così lontani.
E poi ci sono i “Nonni che fanno tante storie”. Sono Alessandra, Anna, Luigi, Malù, Pino, Stella, Vanda. Sono formatori, insegnanti, architetti, impiegati, presidi, funzionari, dirigenti, giornalisti. Ognuno un mondo a sé. Ma tutti: nonni!!
E tutti piuttosto disorientati.
Insieme, hanno scritto un libro, che si intitola proprio “Nonni che fanno tante storie” ed. casa musicale Eco. Sono racconti del loro rapporto con i nipoti. Ci sono dubbi, domande, qualche risposta – ma anche no. Ci sono punti di incontro, riconoscimenti mancati, miti sfatati….
È un libro che può servire a fare giochi senza giocattoli, a scoprire la saggezza che nasce in una relazione, a inventare storie, a suggerire idee fantastiche. Non è un manuale ma può servire, non è un saggio ma – loro – sperano che un po’ saggio lo sia, non è un romanzo ma evoca tante storie.
Mi sembra un’idea davvero bella. Direi: preziosa!
Se volete saperne di più, l’appuntamento è per Mercoledì 10 aprile ore 17.00 alla Libreria Puntifermi, in Via Boccaccio 49 r Firenze. Info allo 055 38 40 513.
E se mercoledì siete impegnati, questi stessi nonni li trovate anche sabato 13 alle 10.30 alla Libreria LibLab in via Gramsci 327 a Sesto Fiorentino. Info allo 055 385 1476

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.