Una volta, un po’ di tempo fa, il Natale era davvero qualcosa di magico. Il calendario dell’Avvento il primo dicembre, l’albero il dodici, il presepe con il muschio e il cielo stellato di carta blu. E poi i mercatini. Sì perché, sempre un po’ di tempo fa, i mercatini di Natale erano davvero qualcosa di unico e speciale. Si svolgevano solo nel Nord Europa: in Germania il più antico risale addirittura al 1434. Poi, a inizio anni ’90, è nato il primo mercatino italiano, a Bolzano. Il successo è stato strepitoso. I colori, i profumi, le luci che al calar della sera davano un senso di pace e nostalgia. Le palle dipinte a mano. Odore di vin brulè e di cannella. Il succo di mela bollente, lo stinco, i Wurst, i dolci speziati: lo Zelten, lo Stollen.
Ma siccome quello natalizio è come tutti gli altri business, ben presto qualcuno ha sentito un odore diverso, quello dei soldi. Così i mercatini di Natale sono spuntati come funghi. Finché ogni città, ogni paese, ogni quartiere, e adesso anche ogni centro commerciale, non ha avuto il suo. Logico che in questo modo la magia è andata a farsi friggere. E i mercatini di Natale hanno perso la loro unicità, il loro candore.
In questo contesto si è andato a incastrare anche il mercatino natalizio di Firenze, un po’ pomposamente chiamato Weihnachtsmarkt (il tedesco è lingua molto natalizia, pensiamo solo a «Stille Nacht»). La sede è quella storica di Santa Croce e a tal proposito esiste una leggenda, che si tramanda da anni, secondo cui il mercatino non dovrebbe stare lì. Infatti nel 2012 l’allora assessore alla cultura del Comune di Firenze, un filosofo professore universitario prestato alla politica, tuonò che Santa Croce era piazza troppo delicata e prestigiosa per darla in pasto (non disse proprio così ma quasi) alle bancarelle. E l’allora vicesindaco Nardella proclamò che nel 2013 si sarebbe cambiato piazza. Con il beneplacito dell’allora sindaco. Si sa che il tempo passa e Natale arriva sempre troppo presto. Nel 2013 la piazza alternativa si sono dimenticati di cercarla. Lo stesso assessore di prima ha detto che per quell’anno era andata così, ma nel 2014 il mercatino doveva traslocare in altro luogo. L’anno successivo (perché Natale arriva sempre troppo presto e non te ne accorgi nemmeno) da Palazzo Vecchio si è detto che certamente nel 2015 le casette stile nordeuropeo avrebbero dovuto trovarsi un’altra sede. Quale ancora non si sa. Visto che nel 2016 nulla è cambiato. Nel frattempo sono accadute altre cose: l’allora vicesindaco è stato promosso (e si è pure preso la delega alla cultura, non si sa mai) e anche l’allora sindaco ha fatto carriera (sebbene oggi abbia un attimo di defaillance). Dell’allora assessore non si hanno più notizie certe. Non ne dubitavamo. Meglio liberarsi degli idealisti. La politica è una cosa seria.
Come i mercatini di Natale, del resto.

 

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.