Sono anni che invito tutti quelli che conosco o che incontro a andare in Val di Susa per farsi una propria idea di quel territorio, di quella popolazione, di ciò che si è creato intorno alla bandiera bianca NOTAV in oltre venti anni di informazione, movimento e resistenza. Non potevo non tornarci sabato scorso, in piena crisi post elettorale. Ci vado, perché voglio capire come è, ora che almeno il 25% del parlamento è NOTAV. Al casello perquisizioni di auto e controlli di pulman da parte di forze dell’ordine e dell’esercito ci fanno capire che sì, siamo vicini alla Valle circondata da filo spinato. 80.000 persone di ogni età ha manifestato fra k-way, ombrelli e striscioni. Ho ritrovato molti amici, compagni con cui abbiamo fatto tante battaglie in giro per l’Italia, frammenti di una sinistra disorientata. C’era l’imbarazzo di chiedersi, ma tu cosa hai votato? Qualcuno mi ha detto, sì Simo, ho votato Grillo per dare uno scossone. Hai presente quando ti scappa lo schiaffo? Ma ora ho voglia di sinistra, quella vera, perché no che non ci credo che non ci sia differenza. Un amico Valsusino mi racconta che l’anno prima in uno dei comuni della Valle il PD pur di non allearsi con la lista NOTAV, ha fatto una lista col PDL e insieme non hanno preso neanche il 20%. Qua sono anni che puniamo chi tradisce e chi mente. Mi guardo intorno e non vedo molte bandiere cinque stelle, loro si mettono solo le spille, si mimetizzano. Eppure qualcuno spicca. Crimi paga alla cassa di un supermercato lungo la strada e la gente lo acclama, lo fotografa, lo riprende con gli i-phone, ma noi a dire, dietro, – Sì, ho capito, e noi non stiamo pagando? Non è normale essere onesti? – L’onestà non può diventare l’unica fonte di eroismo, tanto meno il nuovo quella di non corruttibilità. Dentro mi ripeto NOTAV, ma neanche NOSTARS. Ogni volta che torno dalla Val di Susa sono sempre più convinta che il TAV sia la punta dell’iceberg di un sistema che non funziona. Se il PD non lo capisce, verrà travolto.  Forse è già tardi.

L’Incartauova esce ogni sabato sull’Unità della Toscana

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