Girare per il Chianti, in questo periodo, è sempre piacevole e bello, anche se il tempo non è dei migliori. Oltre a una splendida campagna, coltivata prevalentemente a vigne e olivi, il paesaggio ci regala scorci di storia. Castelli di epoca medievale e ville patrizie rinascimentali, ci raccontano di un passato fastoso e ricco e di un presente spumeggiante e produttivo. Basti pensare che molte nuove cantine, costruite in questi ultimi anni, sono state progettate da grandi architetti. Pensate non solo per la produzione enologica, ma anche come ambienti polifunzionali, dove la cultura incontra il vino. Cantine che diventano gallerie d’arte, teatri, spazi dove la musica trova il suo “habitat naturale”.

Le nuove cantine sono i moderni castelli o ville patrizie, da cui ereditano funzionalità, fastosità e bellezza, ricevendone il testimone per l’età moderna.

Foto23Domenica 29 maggio, in occasione di “Cantine aperte 2016”, sotto una pioggia battente, ho colto l’opportunità di visitare le Cantine Antinori. Si trovano, passando da San Casciano e percorrendo la via Cassia, subito dopo la località Bargino. Arrivato sul posto, il cancello d’ingresso imponente ci immette in un viale che sale verso la collina, portandoci all’ingresso di un tunnel. Il viale è maestoso ma sobrio, addolcito dai filari di viti e dai cespugli di ginestra che lo costeggiano. Proseguendo con l’auto, ci troviamo nel parcheggio coperto dell’intera struttura. La grandezza e la sobrietà degli ambienti, ricordano le cinta murarie dei castelli medievali. Una scala elicoidale, che collega i quattro piani della struttura, ci conduce all’ingresso superiore della cantina.  È doveroso ammirare questo gioiello di architettura; la scala, progettata per assomigliare a un gigantesco cavatappi, ci rievoca, sia le scale medievali, tanto strette che poteva passare una sola persona, sia le scale rinascimentali, con scalini bassi e larghi, che permettevano un accesso al palazzo in modo dolce e facilitato. Scala molto scenografica, che lega passato e presente pensando al futuro.

Accolti da una vetrata enorme, dove si rispecchiano le vigne, entriamo per la visita; più che in una cantina, ci troviamo in una galleria d’arte, dove il vino è circondato e accompagnato da opere d’artisti contemporanei e non solo. Qui mi fermo, perché per descrivere l’interno della cantina, necessiterebbero molti post.

La struttura, incastonata in una collina completamente circondata da vigneti, è stata costruita con materiali locali come il cotto, abbinato al vetro, al ferro e al legno.

In Toscana, negli ultimi anni, sono state realizzate opere architettoniche notevoli per ospitare il vino, cantine progettate da grandi architetti come Renzo Piano, per la cantina di Rocca Frassinello situata a Giuncarico Scalo, Grosseto; Mario Botta per la Cantina Petra, in località San Lorenzo Alto, Suvereto , Livorno;  e come dimenticare l’ultima cantina dei Marchesi Frescobaldi, progettata dagli architetti Piero Sartogo e Nathalie Grenon, in località la Capitana, Magliano in Toscana, Grosseto.

Vi consiglio di visitare queste opere d’arte, una scampagnata e un buon bicchiere di vino ci possono tenere compagnia, in attesa delle ferie.

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.