La visita di Obama a Roma ha avuto diversi risvolti archeologici.
Prima di tutto la sua visita al Colosseo, chiuso al pubblico per l’occasione.
Obama, accompagnato da un’architetto che gli spiegava i fondamentali, è rimasto molto colpito dall’Anfiteatro Flavio, tanto da dichiarare: “È più grande dei nostri stadi di baseball!”. Molti archeologi, me compreso, sono rimasti abbastanza colpiti dal paragone, ma anche dall’affermazione rivolta al ministro dei beni culturali Franceschini: “There’s no better job”, ossia non c’è miglior lavoro del tuo.
Tradizionalmente il Ministero dei Beni Culturali nel nostro paese è stato assegnato come ‘ripiego’ rispetto ad altri più importanti e impegnativi ministeri. La Cultura è sempre stato un ministero secondario, non molto importante, solitamente non assegnato ad ‘esperti’ del settore. Obama considera il lavoro di Franceschini meraviglioso, ma la realtà dei beni culturali italiana è, per molti versi, molto problematica. Al di là dei grandi musei e delle grandi attrazioni turistiche, che comunque presentano numerose questioni aperte (vedi Pompei o lo stesso restauro del Colosseo), il ricco patrimonio culturale italiano fatica a generare ‘impresa’ che non sia quella legata alla ristorazione e all’accoglienza alberghiera. Il mondo meraviglioso dei beni culturali italiano è rimasto indietro molti anni, con lo Stato che non ce la fa a gestire il patrimonio esistente, con Musei statali che sono in gran parte “Musei dei Musei”, con poche imprese private, con le Università che non trovano un collegamento con la realtà lavorativa (quasi inesistente). Il risultato presenta un conto non rassicurante: una marea di precari, un patrimonio gestito male, poca o assente innovazione e sviluppo.
Eppure i margini di miglioramento sarebbero enormi e la Cultura potrebbe essere davvero un Ministero fondamentale per la nostra penisola. Al di là di complesse valutazioni, occorre partire da una semplice constatazione: il nostro patrimonio non è ‘cosa nostra’, ma deve essere il più possibile aperto ed accessibile verso investitori e centri di ricerca anche non italiani. L’Italia non deve svenderlo per generare soldi immediati, ma cercare risorse e aiuti per generare un’economia culturale sostenibile. “There’s no more difficult job!”

Obama in visita al Colosseo, foto Ansa

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.