Obama il Latino

Il presidente americano Barack Obama da tempo ha deciso di lasciare ai suoi connazionali, e al suo successore, un’eredità molto importante da mantenere ed incrementare, cioè quella di ristabilire con i Paesi latinoamericani un rapporto di amicizia e non più di forza.
Il sud di questo continente durante il mandato Obama non è stato visto più come il “giardino di casa”, bensì come un attore principale sia per questioni socio-economiche che geopolitiche.
Il viaggio di Obama a Cuba, il primo presidente degli Stati Uniti a visitare l’isola dopo Calvin Coolidge nel 1928, si inserisce nel modus operandi del Paese in politica estera, fatta di continua diplomazia per risolvere i conflitti. Obama, in conferenza stampa insieme a Raùl Castro, ha definito tale incontro «un giorno nuovo» nelle relazioni tra i l’Avana e Washington, nonostante profonde divergenze restino. Infatti, tale visita è importante anche dal punto di vista ideologico per tutta quella parte di establishment del partito, che fino a poco tempo fa basava molte questioni e la sua propaganda sullo scontro con Washington.
Il presidente americano negli ultimi anni si è impegnato a ristabilire le relazioni con Cuba anche attraverso l’eliminazione dell’embargo commerciale in vigore dagli anni sessanta, anche se parte di tale questione rimane in vigore.
Un aspetto da prendere in considerazione è che cosa succederà dopo febbraio 2018, quando Castro lascerà la presidenza. Cuba sembra sempre di più essere pronta per una transizione verso la democrazia e per attuare riforme politiche al fine di rappresentare tutti i cittadini cubani. Questa transizione, potrebbe prendere anche dei risvolti autoritari qualora il partito ritenga che tale svolta possa tradire i vecchi valori comunisti e tutti coloro che rappresentano la generazione storica dei rivoluzionari.
Intanto, la transizione è iniziata, e Castro non deve far altro che continuare su questa strada.
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