Quando ho iniziato a scrivere su questa rubrica, circa un anno fa, come primo post proposi un aneddoto sul Vin santo.
A distanza di un anno, torno a parlare di Vin santo e l’occasione me l’ha fornita la Cooperativa di Legnaia dove, alcuni giorni fa, sono andato per fare acquisti. Fra i tanti vini in esposizione, ho ri-trovato un Vin santo che difficilmente si trova sul mercato.

Già nel 2000, in occasione della manifestazione del Vinitaly, avevo avuto modo di degustare questo particolare “Vinsanto Occhio di pernice”ma, da allora, non ne avevo più sentito parlare.
E’ consuetudine trovare, in ogni casa fiorentina, una bottiglia di vinsanto da offrire all’ospite inatteso. Ovviamente, ci sono coloro che prediligono il vinsanto prodotto dal contadino di fiducia, e coloro che lo acquistano in un punto vendita. Negli ultimi anni, per fortuna, il Vin santo D.O.C. è sempre più diffuso, anche se quello liquoroso resta il più venduto. Il Vin santo, viene prodotto con uve provenienti dai vitigni Trebbiano Toscano e Malvasia, pari almeno al 70%. I restanti vitigni sono uve a bacca bianca e rossa, sempre coltivati nelle stesse zone.
Il profumo intenso, che a volte ricorda il miele, le noci e l’uva passa, il sapore vellutato e armonico, il colore che va dal giallo paglierino ai riflessi dorati, lo rendono unico e inconfondibile.

Il Vin santo Occhio di pernice si differenzia da tutti gli altri. Viene prodotto con almeno il 50% di uve sangiovese e i restanti vitigni sono uve a bacca rossa e bianca.
Caratterizzato, prevalentemente, da un bel colore rosato, che può variare dal rosa pallido al rosa marcato. Il sapore può essere dolce o amabile, ma sempre morbido, rotondo e vellutato. Il profumo è caldo, fruttato e intenso.

Vi consiglio di assaggiarlo, se non lo avete già fatto, e rimarrete sorpresi di quanto sia particolare il sapore che il nostro Sangiovese, vitigno ignorante difficile da coltivare, ma che dona grandi soddisfazioni nel vino (vedi  il Chianti o il Brunello) riesca a regalarci, in modo superlativo, anche in un vino passito.

VinSanto "Occhio di Pernice"

VinSanto “Occhio di Pernice”

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.