175px-Olympic_games_1908_LondonNelle prossime settimane, ai tanti temi tipici dell’agenda politica, si aggiungerà anche la discussione sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.
Già ne abbiamo avuto un anticipo dal momento in cui a sindaco di Roma è stata eletta Virginia Raggi dei 5 Stelle, che da subito, in campagna elettorale, aveva espresso dubbi sulla candidatura della capitale, propugnata invece, e con forza, da governo e Coni.
Le posizioni sono note. In estrema sintesi, chi è per il sì alla candidatura, afferma che sia un affare organizzare Olimpiadi, e non solo per Roma, ma per l’Italia intera: occasione storica, crescerebbero il Pil – dicono – e i posti di lavoro. Chi invece propende per il no, porta gli esempi delle città (Toronto, Amburgo e Boston) che si sono ritirate dalla corsa esattamente per i motivi opposti: “Mi rifiuto di ipotecare il futuro della città” ha detto il sindaco di Boston commentando la decisione.
Vedremo come andrà a finire. Di sicuro non mancheranno le polemiche, che si decida per un verso o per l’altro.
A proposito di Olimpiadi, c’è un fatto storico che mi sembra nessuno abbia ricordato: è già avvenuto che l’Italia abbia rifiutato non una semplice candidatura ma addirittura l’assegnazione.
Succede a inizio ‘900, quando De Coubertin vuole Roma come sede delle Olimpiadi del 1908, ma il capo del governo italiano, Giovanni Giolitti, dice no: altre sono le priorità: costruzione del tunnel del Sempione e aiuto ai terremotati di Sicilia, per esempio, e inoltre le casse dello Stato non vivono un gran momento. Giolitti poi si dimette, ma anche Sidney Sonnino, che gli succede, conferma la scelta.
Le Olimpiadi del 1908 vengono assegnate a Londra, potente e florida; Roma e l’Italia non lo sono.
I governanti di allora non intravidero le “opportunità”, ma solo il rischio della bancarotta: sono così diverse le condizioni dell’Italia di oggi?
Giolitti e Sannino: gufi o saggi?

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Bruno Confortini

Avrei voluto essere Einstein o Maradona (soprattutto Maradona), ma non è andata così. Giornalista pubblicista, scrittore di storia locale, biografie sportive, racconti, poesie e haiku, vivo in Mugello, lavoro a Firenze.

Scheda bibliografica

Libri di storia:

Ha curato(con Francesco Nocentini) la ristampa di “Comunista non professionale”,Comune di Firenze, 2005; “Da San Frediano a Mauthausen” ,Comune di Firenze, 2007; Ha collaborato al volume di AAVV “Monte Giovi. Se son rose fioriranno”, Polistampa, 2012.

Libri di sport:

“Club Ciclo Appenninico 1907. Il lungo diario di una secolare storia sportiva”, Tip. Toccafondi, Borgo San Lorenzo, 2007 (in collaborazione con Aldo Giovannini); “Grande Vigna! Sandro Vignini, il ragazzo e il calciatore”, Pugliese Editore, Firenze, 2009; “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50”, Geo Edizioni, Empoli, 2014; “Scommetto di no” (raccolta di racconti) Meligrana Editore, 2016; “ Mugello e Val di Sieve in rosa”, Geo Edizioni, Empoli, 2017.

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Alì e Rocky