Arriva a Firenze Omar Sy con Due agenti molto speciali, un poliziesco in “bianco e nero” alla Arma letale ambientato nelle Banlieue parigine.

Tema sottopostomi in terza superiore.

Cosa pensi della situazione dei Balcani alla luce dei recenti accadimenti sociopolitici?
Svolgimento di un mio compagno:
Non posso avere un opinione su tutto, e non è corretto che lei mi chieda di averla.

Ovviamente il mio compagno di scuola non è mai arrivato alla maturità, è stato bocciato in terza superiore nell’anno di quel tema e a distanza di tutti questi anni credo che qualcuno dovrebbe battersi per fargli avere la maturità ad honorem. Dico sul serio. C’era più consapevolezza in quella frase che in quasi tutti i temi che io ho scritto nella mia vita da studente cercando di superare la barriera del 6 meno meno. L’ho ammirato. Per il coraggio, per la sintesi, per il suo senso dell’onestà. Per aver fatto presente alla nostra insegnante che non si era mai presa il disturbo di parlarci della situazione dei Balcani, che non era corretto da parte sua pretendere che noi avessimo una opinione sulla situazione dell’Ex Jugoslavia.

E qualche giorno fa, sfogliando La Repubblica, mentre facevo la mia colazione da benestante cittadino occidentale in un bar di Firenze,  mi sono soffermato su una intervista a Omar Sy. L’attore di Quasi amici è  il protagonista  di Due agenti molto speciali, film in uscita questo fine settimana nelle sale fiorentine.
Dopo una serie di domande più o meno cinematografiche il giornalista si è avventurato in una domanda sociologica chiedendo all’attore una sua opinione sulla crisi economica e sociale di questi anni. Ho sudato freddo, mi sono sentito di nuovo ragazzino, ho provato empatia per Omar Sy e ho sentito il suo disagio nel provare a dover parlare di un qualcosa su cui non necessariamente uno deve avere un opinione costruita o strutturata. Ma lui ha risposto.
– farmi questa domanda oggi, dopo che ho dormito in un bell’albergo e ho fatto una lauta colazione, non ha senso,  qualcuno si doveva interessare della mia opinione quando avevo 15 anni e stavo nelle Banlieue

Ho di nuovo provato quel senso di ammirazione. Per il coraggio, per la sintesi, per il suo senso dell’onestà. Per non aver fatto come qualsiasi altro attore e cantante ed essersi avventurato in spiegazioni sociopolitiche approssimative.
E mentre lo aspettiamo nel nuovo X-Men di Brian Singer, forse vale la pena andare a vederlo nei panni di un poliziotto in giro per la periferia parigina in Due agenti molto speciali. Anche se il film non sembra proprio un capolavoro. Così, per fiducia, solo perché è uno che non si sente di dover avere un opinione su tutto.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.