Già si è detto che in occasione della campagna elettorale 2018 “si sono viste cose che noi umani non avremmo potuto immaginarci”, ma per chiudere in bellezza questa triste pagina della recente politica nazionale ci voleva un exploit, qualche dichiarazione clamorosa. Cosa non facile, dato che era stato detto di tutto e promesso l’impossibile.

Ci voleva una vecchia volpe della politica nazionale per fare il colpaccio. In un momento in cui tutti promettono riduzioni di imposte, flat tax e quant’altro possa abbindolare convincere il potenziale elettore, ecco che Emma Bonino sfodera il suo asso nella manica: una promessa di aumento delle tasse.

Secondo quanto la Bonino ha precisato in un post su Facebook, la sua priorità è «mantenere il livello di spesa attuale, rimodulato al suo interno in favore degli investimenti e dei servizi alla persona, ma senza aumenti complessivi, in modo da beneficiare della crescita economica e ridurre davvero il debito (la vera priorità immediata). Da metà legislatura, una seconda fase in cui ridurre significativamente le tasse sul lavoro, con una semplificazione delle aliquote e degli adempimenti. Se per finanziare la riduzione delle tasse su lavoro e imprese dovesse essere necessario anche considerare un parziale ritorno alle imposte sulla prima casa per i redditi più alti, siamo pronti a farlo».

Chiarezza e buon senso. Merce rara in questo periodo.

Se in una famiglia le spese sono superiori agli stipendi che entrano, non è promettendo di aumentare la paghetta settimanale ai figli che si risolve il problema. La Bonino indica la sua ricetta concreta e attuabile. Può piacere o non piacere, può essere condivisibile o meno, ma resta una dichiarazione sensata.

Il buon senso, però, è talmente raro che c’è da aspettarsi che non venga apprezzato dagli elettori.

Alla ex radicale va riconosciuta un’ammirevole onestà intellettuale e altrettanta ammirazione va riconosciuta alla sua concretezza, tanto rara in campagna elettorale quanto probabilmente inutile. Purtroppo non è con il buon senso che si ottengono voti o, meglio, non è con il buon senso che si ottengono molti voti. Questa sua dichiarazione conferma che la Bonino è l’ultima rappresentante di una classe politica che non esiste più.

Con buona pace di chi ancora pensa che la politica debba fare oggi le scelte giuste per creare i presupposti di un domani migliore.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.