Siamo tornati dove eravamo esattamente un mese fa. Nel giardino pubblico di via Schiff, dietro via D’Annunzio, chiuso per accertamenti. Chiuso perché si temeva una contaminazione del suolo da metalli pesanti. Che cosa ci aspettavamo di vedere? Pensavamo che ci fossero solo due possibilità: 1) giardino riaperto, e quindi senza più transenne e cartelli; 2) giardino chiuso, con transenne e cartelli nello stesso posto in cui li avevamo trovati. Insomma, on o off.
E invece abbiamo trovato quello che non ti aspetti. Erano circa le 14 di un assolato pomeriggio feriale e nel giardino c’erano diverse persone, ragazzi usciti da scuola, anziani. Le transenne erano state spostate un po’ per permettere l’accesso. I cartelli sempre lì, ma ingialliti e con l’inchiostro scolorito. Erbacce, incuria, altalene vuote. Una situazione di stallo, in cui nessuno sa bene quello che sta succedendo. Si può entrare o no? I controlli li hanno fatti o no? Si può stare tranquilli o no?
In attesa di notizie certe, le persone si sono riappropriate del loro spazio. Sì, perché un mese è un tempo lungo per la maggior parte dell’umanità, ma evidentemente troppo breve per chi deve valutare se un luogo è avvelenato. Del resto, sui cartelli c’era scritto “Chiuso per accertamenti”. Non dicevano che il giardino era contaminato e nemmeno che non lo era. Bisognava valutare, sorvegliare, analizzare e poi, eventualmente, decidere. Anche in questo caso né on né off.
Non sappiamo che cosa troveremo la prossima volta. Ci aspettiamo un rotolo di filo spinato per impedire l’ingresso oppure un giardino pieno di fiori, altalene ricolme di bambini, palloni svolazzanti, anziani sulle panchine a indicare che il pericolo è cessato. ON/OFF
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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.