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Terribile! Scandaloso e profetico, visionario e pragmatico ma, soprattutto, capace di far riflettere. Non ho bisogno di schierarmi né contro né a favore di Oriana. Mi schiero piuttosto con quello che il libro fa sì di creare: una propria idea, una nuova volontà. Naturalmente non è dalla lettura di un libro o da un’intervista o da una sola esperienza personale che si può trarre una conclusione che non sia affrettata. Ma a questo punto della mia vita una piccola costruzione di vedute me la sono fatta anch’io.

Il libro di Oriana è diviso in due parti. La prima offre un’ampia carrellata di interviste più o meno impossibili o se non altro veramente difficili da realizzare. Parte che si legge con grande interesse e che propone la veduta di menti che hanno fatto e fanno la nostra storia. La seconda è composta dalle riflessioni dell’autrice.

Dal libro ho preso la spinta a far uscir fuori dal mio animo un grido che piano piano si è formato in me, negli anni. Il libro è stata forse la goccia, l’ultima goccia prima che traboccasse fuori di me sotto forma di tragico urlo: basta! Basta! Basta! Non ne posso più delle religioni, dei loro dei isterici, dispettosi, cattivi, maligni, sornioni. Non ne posso più delle guerre in nome di questi dei. Del macello quotidiano legato a questo o quel libro. Ho voglia di un mondo laico anzi ateo e ho voglia di quella parola abusata e stuprata continuamente chiamata pace.

Edizione commentata

Oriana Fallaci, Le radici dell’odio, Rizzoli, Milano, 2015

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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