Al ritorno delle vacanze, sul bus che portava a Firenze dall’aeroporto di Pisa, seduti dietro di noi c’erano due ragazzi. Il bus parte e mentre sopra di noi svolazzano aerei in tutte le parti del mondo lui dice a lei: “Bella Londra, ma sono stanco di mangiare panini, c’ho proprio voglia di una pasta a ‘issugo”. Che dire, bentornati a casa a ragazzi. Saremo anche piccoli e provinciali, ma il primo pensiero al ritorno a casa dopo una vacanza all’estero va al cibo e cosa c’è di più sano di una bella pasta al sugo. E se qualcuno storce la bocca… chissenefrega.

Ci sono due stelle che brillano nel cielo del mio palato. La prima stella è quella delle origini, degli affetti ed è il tortello ripieno di patate al sugo di carne. Sono cresciuto con i tortelli fatti a mano dalla mia nonna Rosa di Vicchio del Mugello quando, tutte le domeniche mattina, veniva a trovarci a casa. E mentre lei al tavolo stendeva la sfoglia, la mamma ai fornelli coceva il sugo.  La seconda stella ha cominciato a brillare molti anni dopo quando mi sono trasferito a Campi Bisenzio ed è la penna alla pecora. L’ho conosciuta alla festa dell’Unità di Campi, prima come cliente del ristorante e poi come volontario quando alla fine facevamo la tavolata tutti insieme. Ho un palato dove giornalmente trovano riposo e sollievo molte altre stelle (troppe…forse), ma quelle che brillano di più son queste due.

Queste due stelle brillano insieme anche nel menù del ristorante Osteria vecchia Campi che apre fino al 14 Settembre in piazza Vittorio Veneto alla Festa dell’Unità. Quel menù è un sussidiario del mangiar bene e quindi del viver bene: pecora in umido e alla griglia, pappardelle al cinghiale, galletto intero, rosticciana, bistecca alla fiorentina, salsicce. Tutto questo sempre. E a girare pollo e coniglio fritto, ranocchi fritti, chiocciole in umido, trippa alla fiorentina. E poi, da quest’anno c’è anche il favoloso cheesecake di Pino.

Campi ha sistemato il suo teatro di fuochi sotto al nuovo teatro dell’Opera dove le poltroncine hanno lo stesso colore di quelle del suo nuovo teatrodante Carlo Monni, non lontano dal fiume e dalla stazione della tramvia dedicata proprio a Carlo. Per preparare e servire cose buone da mangiare i cuochi e i volontari devono sentirsi un po’ come a casa propria…….

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.