“Eri bellissima, lasciatelo dire”. E perché mai una non dovrebbe lasciarselo dire. Ho una conoscenza primitiva del genere femminile e quindi penso che in fondo i complimenti fanno sempre piacere.  Probabilmente non deve essere così se Ligabue con quel “lasciatelo dire” sembra quasi voler mettere le mani avanti. Usa una cautela, chiede quasi il permesso, perché quella non deve proprio sentirsi bellissima o semplicemente non crede che Ligabue lo pensi veramente. Chissà! Sicuramente Ligabue ha una maggiore consuetudine con la complessità del mondo femminile di una persona comune e sa calcolare in anticipo le reazioni delle donne. Ed anche scoprire quando mentono. Insomma io credo a Ligabue e quindi lei doveva essere proprio bellissima. E bellissima dovrà essere apparsa per forza, nel sentirlo gridare dal vivo, anche a tutti quelli che hanno riempito lo stadio, mercoledì scorso, per il concerto di Ligabue.

“Eri sanissima, ostrica e lampone”. Eccola la prova. Ligabue si che di donne se ne intende. La bellezza non è una cosa statica, fissa. A volte c’è ed a volte no. Compare e scompare. Non è una lampadina sempre accesa. Chi c’è l’ha la bellezza sa quando usare l’interruttore per accenderla o spegnerla. Tutte le cose, comprese anche quelle belle come la bellezza, possono anche venire a noia se si mostrano sempre per quello che sono. La bellezza può essere nascosta, chiusa, dentro il guscio di un ostrica o mostrata impunemente come quella di un lampone. La bellezza, ma anche il carattere, i pensieri, i sogni, insomma tutto. C’è il tempo per mostrare senza pudori tutto il rosso dei propri frutti e c’è il tempo in cui si sente il bisogno di chiudersi nel proprio guscio. Il problema è se non c’è alternanza. Se vince sempre l’ostrica o sempre il lampone.

Certo è che anche un’alternanza solo tra ostrica e lampone per quelli come me che hanno bisogno di linearità e semplicità, con il tempo rischia di essere snervante. Per quelli come me sarebbe importante inserire anche un terzo elemento: la mela. Perché la mela? Perché la mela è liscia, rotondamente logica, lucida e trasparente. Perché la mela trasmette spontaneità, invita a rilassarsi. Perché la mela sarebbe la giusta pausa, una vacanza, prima di rigettarsi con più vigore e forza di prima nel lavoro quotidiano sospeso tra l’ostrica e il lampone. Proverò a suggerirlo a Ligabue quando ripassa da queste parti.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.