La bionda Patsy Kensit è stata l’ottava meraviglia degli anni Ottanta; una biondina dal corpo ben ordinato e dalla vita molto movimentata. Nel 1987 a Sanremo mentre si esibisce sul palco dell’Ariston il suo vestitino cala un po’ e ci mostra qualche piccolo particolare della tetta destra. Scandalo! Nel 1989 Patsy, mentre fa la spesa al bancone della frutta e della verdura di un negozio viene avvicinata da Mel Gibson che, notando lo scarno bottino del suo cestello, gli dice che anche lui preferisce la spesa giorno per giorno e che non può sapere il martedì cosa vuol mangiare il venerdì. Patsy annuisce. Patsy, in questa scena di Arma letale 2, con il suo silenzio-assenso, in pratica si rivela come l’ideologa del consumo critico e consapevole; un’ecologista che decide di scendere in campo con le proprie azioni quotidiane di lotta per un mondo più ecosostenibile.

Si fanno tre pasti importanti al giorno. Si mangia per dovere, ma anche per piacere. E un piacere dovrebbe anche essere fare la spesa. E non una condanna da scontare il sabato o la domenica dentro un centro commerciale, quando in un ora devi decidere cosa vuoi mangiare per tutta la settimana. Meglio pensare all’essenziale giorno per giorno; perché si possono eliminare inutili sprechi, perché fare la spesa è anche costruire relazioni con le persone, perché c’hanno ragione Patsy e Mel: c’è più gusto a scegliere giorno per giorno cosa ci va di mangiare. A Firenze ci sono due luoghi principe dove poter fare la spesa trovando tutto in uno stesso luogo e non perdere le relazioni che si creano nella classica bottega e sono il mercato di S. Lorenzo e di S. Ambrogio. Io vorrei però soffermarmi su un piccolo chiosco di frutta e verdura che si trova in piazza S.Spirito sotto gli alberi della piazza e che è lì immancabilmente da tutte le mattine che si sono susseguite dall’immediato dopoguerra ad oggi.. Ci lavorano Marcello ed il figlio Stefano con  le loro rispettive consorti e prima di Marcello c’ha lavorato suo padre e dopo Stefano è già pronto il figlio di Stefano. Una catena che non si spezza e che tutte le mattine riempie prima i sacchetti e poi le tavole dell’essenziale di colore e freschezza che basta per quel giorno. E su quelle tavole arrivano anche i sorrisi e le parole di tutta la catena umana di Marcello e Stefano. Intorno poi, se non proprio in piazza, comunque molto vicini, ci sono altri luoghi dove poter completare la tua spesa giornaliera. Ed aggiungere tutto il resto a quella mela al giorno che leva il medico di torno, ma va bene anche una banana, un arancia, un cesto di insalata, un sacchetto di ceci e di fagioli già cotti, un cavolfiore, un gambo di sedano, un porro, una carciofo, un barattolo di pomarola o cosa volete voi, nella consapevolezza che è la modica quantità ripetuta giorno per giorno a togliere il medico di torno.

Fatelo perché guardando dentro il sacchetto della tua vicina d’acquisto potresti scoprire che è il sacchetto di una novella Patsy Kensit fiera di condividere con te le sue idee sul consumo critico e consapevole.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.