Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Da sempre siamo abituati a sentirci dire che l’ottimista vede il bicchiere mezzo pieno e il pessimista mezzo vuoto. Per completezza è giusto rilevare che esistono anche categorie prive di qualunque atteggiamento nel modo di sentire, come gli ingegneri, che in barba al pessimismo e all’ottimismo si limitano a rilevare che il bicchiere non è né mezzo pieno, né mezzo vuoto, ma che ha semplicemente una capienza doppia rispetto al necessario; o i fisici, che con aria di sufficienza fanno notare che il bicchiere in realtà è pieno, per metà di liquido e per metà di aria.

A dire il vero esistono anche altre categorie, poco interessanti ai fini della presente analisi, come i negazionisti (“i bicchieri non esistono”), i burocrati (“il contenuto del bicchiere è una conseguenza delle precedenti amministrazioni”), i pentastellati (“deciderà una consultazione popolare sul web se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto”), le suocere (“più che mezzo pieno o mezzo vuoto, il bicchiere è sporco”), gli esteti (“ma quanto è bello quel bicchiere”), gli avvocati (“quale bicchiere?”), gli affetti da diplopia (“quale dei due bicchieri?”) e via discorrendo.

bicchiere

In generale non si può essere sempre ottimisti o sempre pessimisti, salvo casi di ottimismo ottuso (scomodando la psicologia cognitiva) o di pessimismo cosmico (scomodando Leopardi).

Il giusto compromesso sarebbe essere realisti.

Se si preme il pulsante di accensione di un computer, ad esempio, è irrealistico pensare che si accenda sempre (ottimismo ottuso), come del resto è irrealistico pensare che non si accenda mai (pessimismo cosmico). La realtà è che le probabilità che il computer si accenda sono inversamente proporzionali all’importanza di ciò che dobbiamo farci (realismo “Murphyano”).

Il realista, in sintesi, analizza i dati di realtà in suo possesso e modifica il proprio atteggiamento di conseguenza: sarà ottimista o pessimista a seconda dei casi.

Tornando al quesito di apertura, quindi, per il realista il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?.

Se il contenuto è “roba buona” (Lagavulin, ad esempio) il bicchiere è indubitabilmente mezzo vuoto, se invece il contenuto è “robaccia” (olio di ricino, per dire) il bicchiere è chiaramente mezzo pieno.

Se proprio non si riesce ad optare nella vita per l’approccio realista, è meglio essere ottimisti o pessimisti? La risposta è scontata: meglio essere pessimisti, perché solo ad un pessimista può capitare di restare piacevolmente stupito.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.