Studiare e lavorare nel centro di Firenze può diventare una maratona se in 12 ore devi sia frequentare un paio di corsi a Lettere che vendere scarpe in un negozio, (quel famoso lavoretto che, ogni riferimento a cose e persone non è da considerarsi casuale, ti permette di fare la giornalista quasi-gratis). Si, la tua vita si svolge nel centro più bello del mondo, ma comodo non è. L’auto? Venti minuti di cammino dal parcheggio. L’autobus? Da casa ci metto un’ora. La bicicletta? Me ne hanno rubate un paio. In più, se per te non è una novità camminare tra il Duomo e Palazzo Vecchio, per qualcuno lo è. Io amo Firenze, la amo al punto che ogni altra città è per me l’equivalente di una storiella da Riviera romagnola, ma ci sono dei momenti che mettono a dura prova: via Ricasoli, ore 13, un giorno qualunque. Cento metri, da piazza San Marco a via degli Alfani, possono farti venire voglia di abitare a Belluno. L’indiziato numero è uno è la Galleria dell’Accademia, con la sua coda continua di visitatori per il David di Michelangelo, e non desistono neanche all’ora di pranzo, quando il supermercato Il Centro lì davanti inizia a sfornare panini con qualsiasi cosa si possa mettere in una mini baguette. Il risultato è un’unica coda che percorre questo tratto di strada, e chi c’è dentro perde il filo su dove voglia dirigersi. Se alle 13 ci si mette in coda in via Ricasoli da qualche parte si va a finire, bene che vada vedi il David, male che vada ordini un panino.

Poi succede che una mattina presto, prima che il turismo approdi in questo tratto di strada, qualcuno ha lasciato spalancato il portone in fondo al corridoio della Galleria.  Passando lo vedi, e si acquieta quella punta di cinismo che ti fa chiedere come si possa perdere tempo per una statua invece di godersi Firenze, e il nervosismo delle 13 del giorno prima sembra, ed è, una sciocchezza.

Mi è venuto il sorriso (perché mi è successo davvero eh) e sono andata contenta da Ungaretti.
Ho anche capito perché, tutti i giorni, non cambio strada.

(Visited 43 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.