Finalmente il sole. E con il sole, la voglia di un’alimentazione più leggera diventa quasi una necessità. Le piogge, che ci hanno fatto compagnia durante tutto l’inverno, sono ormai solo un ricordo. Il bisogno di sapori nuovi ci porta a sperimentare ricette che contengono sapori invernali mescolati a sapori primaverili.

E allora sperimentiamo. Nulla di sofisticato, qualcosa di semplice veloce e saporito. Questa è la scommessa che ho fatto con me stesso, per questa ricetta.
In casa il frigo è quasi vuoto, con questa premessa cosa potevo inventare? Inventare certamente poco, ma sperimentare sì. Difficilmente, in casa mia, mancano le patate, mentre nel frigo trovo della ricotta salata, delle acciughe e dei capperi. Questo è il mio tesoretto, ma come lego questi sapori tra loro? Vada per le acciughe con i capperi, ma le patate e la ricotta salata?
Ispirandomi, molto liberamente, alla cucina siciliana, provo a mettere insieme una mia ricetta.
Sbuccio le  patate, le faccio a fette alte almeno un centimetro, e le metto a lessare stando attento a non cuocerle del tutto.
Le acciughe e i capperi, li trito con la mezzaluna fino a ottenere una crema grezza.
Prendo una pirofila, la cospargo di olio e sistemo le fette di patate quasi cotte. Su ciascuna fetta, metto la composta di capperi e acciughe. Inforno per circa 20 minuti, fino a quando la composta si scioglie e le patate giungono a cottura. Nel frattempo, tosto del pangrattato, e lo mescolo alla ricotta grattugiata. A cinque minuti della fine della cottura, spolvero il pangrattato la ricotta e l’origano, sulle patate e rimetto in forno per la doratura.

Il profumo che questa ricetta emana, apre le porte alla primavera. Abbinato a un buon vino, come un Trebbiano giovane, se rimaniamo in toscana, oppure un buon Grillo siciliano, il sapore della pietanza, viene maggiormente esaltato.
Come al solito, provate e fatemi sapere.

Patate primavera al sapore di mare

Patate primavera al sapore di mare

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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