Pausa pranzo
Ma quanto è bello mangiare fuori? A cena, certo, ma anche a pranzo non è male. Come appena uscita da scuola, troppo affamata per arrivare a casa. Ho frequentato il Galileo in via Martelli, nel cuore pulsante del centro, e per sopravvivere tra i menù lasagne e vino rosso a 10 euro ho dovuto imparare in fretta ad orientarmi. Primo passo: sfoderare la ‘c’ più aspirata che puoi per far capire che di forestiero non hai manco i capelli biondi. Ma ci sono posti dove non devi ostentare la tua fiorentinità, perché una volta varcata quella soglia è un po’ come fossi a casa tua. Ci sono volte in cui vuoi farti viziare, andando in ristoranti dove il vino te lo versano i camerieri, volte in cui (molto più spesso) il tuo sangue ti porta in una trattoria, e altre in cui vuoi semplicemente mangiare a casa. C’è un posto però che sta nel mezzo tra la trattoria e la casa, ed è in via Cirillo Domenico, alle Cure. Se non lo conosci rischi di perdertelo, nascosto sotto un palazzo in una strada secondaria, ma basta che tu ci vada una volta per capire che non sarà l’unica. Astenersi i non amanti della pasta (ma esistono?), perché alla Boutique della pasta fresca è quello che si mangia. Molteplici tipi di pasta fatta in casa abbinabili con sughi di ogni tipo, dal cacio e pepe al pesto, dai pici agli gnocchi. I prezzi? Pasta a 5 euro, dolci a 2. L’acqua? Te la portano loro in brocca appena ti siedi, insieme ad un crostino, così, tanto per darti il benvenuto. Con i loro grembiuli bianchi ti trattano un po’ come figli della grande famiglia di pasta-dipendenti, e come se non bastasse, a darti l’aria di casa ci pensa anche il caffè della moka. Seduti ai tavoli, tutti diversi, trovi mamme con i bimbi ancora con il grembiule blu, coppiette, gruppi di colleghi in pausa, e tanti ragazzi appena usciti da scuola.
Me li immagino fuori dal Buontalenti, che è lì vicino, guardarsi e dirsi ‘ma perché non ci andiamo a fare un piatto di pasta?’ ‘Dalla nonna?’ ‘No, ma quasi’. Firenze va girata, tutta, sempre.
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