Pazzissimi

L’occasione era di quelle ghiottissime e non ho voluto resistere. Non c’ha fermati il sole d’agosto, il caldo pazzesco dell’hangar. Neppure la sete. È stata una delle mattinate più incredibili, da quando siamo qui.
Ah beh, giusto: siamo a Cecina – o giù di lì. Siamo io e i bambini. E il babbo ci raggiunge nel fine settimana. Adiamo un po’ al mare, un po’ in piscina, un po’ nell’orto del nonno. E poi al campo volo di Cecina, dove quei pazzi dello Skydive Arezzo hanno trasferito la loro base. Perché è estate anche per i paracadutisti!
C’abbiamo passato tutta la mattina: tra funi e legacci, vele e tute alari. E poi la musica, gli scherzi, i decolli e gli atterraggi. I bimbi a bocca aperta e naso all’insù: a chi vedeva per primo una vela aprirsi. E lo zio! È colpa sua se ci siamo ritrovati tutti quanti lì. È lui il pazzo vero della famiglia – e dopo di lui la mia mamma. La nonna, sì: s’è buttata anche lei! E io che ho paura anche solo a prendere un aereo – qui lo dico e qui lo nego: un pensierino ce l’ho fatto. A buttarmi anch’io, sì!
E c’è stato anche qualcun altro che ha avuto la mia stessa idea:
“Mamma, va bene domani si torna e mi lancio anch’io dal paracadute?”.
Ché, insomma, buttarsi col paracadute è un conto. Buttarsi dal paracadute è tutto un altro paio di maniche!
Gioventù spericolata.
E siccome me n’ero ammascata, che ci saremmo divertiti da pazzi, mi son portata dietro anche tuttafirenze. Et voilà

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