pantaloncini-neriParticolari. In fondo sono solo dei particolari. Che importa il colore dei pantaloncini. E’ irrilevante che siano bianchi, neri o viola, perchè l’importante è vincere. Eppure non è così. Quando si dice maglia s’intende la maglia per intero e quindi sono compresi i pantaloncini e perfino i calzettoni. E la maglia per qualsiasi tifoso di qualsiasi squadra di calcio è una cosa basilare. Per il tifoso che non ha consuetudine con la vittoria poi la maglia diventa un rifugio, una seconda pelle da indossare in quei lunghi momenti tra una vittoria e l’altra. Magari allo stadio insieme a chi ti capisce, in una sorta di terapia di gruppo, di elaborazione collettiva del lutto.

Negli ultimi decenni la Fiorentina ha sempre abbinato la casacca viola ai pantaloncini dello stesso colore. Tutto è iniziato nei primi anni ottanta, gli anni del giglio stilizzato e del terzo scudetto. Una uniformità cromatica stilisticamente più in sintonia con i tempi moderni, ma che di fatto ha impedito al colore viola di mostrare tutta la sua lucentezza. Il viola brilla ancor di più se si stacca dal colore nero dei pantaloncini e ancor di più se poi, come è accaduto domenica scorsa, il re-ingresso in campo dei pantaloncini neri abbinati alla casacca viola porta con sé la prima bella vittoria della Fiorentina in questo campionato.

A parte il fatto di sapere che il viola sta bene su tutto non ho una particolare attitudine agli abbinamenti cromatici. Ogni volta che mi devo vestire (e quindi ogni giorno della mia vita) trovo inutile il tempo passato a cercare di capire se i pantaloni gialli stanno bene con il maglione nero a pois rossi. Indosso nel buio della mia stanza quel che trovo e i risultati non sono sempre edificanti. Il lunedì è il giorno dove l’attenzione agli abbinamenti cromatici è ai minimi storici. Il lunedì dopo una vittoria della Fiorentina potrei, se ce l’avessi nel mio armadio, veramente abbinare dei pantaloni gialli con un maglione nero a pois rossi.

La vita in fondo è proprio una cosa semplice. Uno + uno fa sempre due perchè ad un’azione precisa fa seguito sempre la stessa reazione. Quindi se la domenica la Fiorentina vince (e meglio se vince bene) il lunedì al mattino quando mi alzo, rido. Succede così ogni volta. Sempre. E quella risata è la carica giusta per iniziare una nuova settimana.

CoreografiaInter
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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.