Il 21 dicembre scade il bando per il contributo per il pagamento dell’affitto che la Regione Toscana assegna ai giovani che vogliono uscire di casa e vivere in un’abitazione autonoma. L’anno scorso, quando uscì il primo bando, rimasi molto colpita. Finalmente una misura calibrata sull’individuo e non per forza sulla famiglia, sul giovane e sulla sua autonomia, con requisiti chiari. Un bando che combatte persino l’evasione fiscale, poiché gli affitti in nero li subiscono soprattutto i giovani. Scrivo dalla scrivania che i miei mi comprarono quando cominciai la scuola elementare, ma non sta più in casa loro. Sta sotto una bella e luminosa finestra che si affaccia sul tetto, di una piccola casa in affitto. Partecipai anch’io al bando e quando vidi il mio nome insieme ad un altro migliaio, mi prese un piccolo groppo in gola. Quel pizzicore di giustizia che avverti così di rado e che ti fa respirare e dire, via, proviamoci a farci questa maledetta vita da soli nonostante l’incertezza ci afferri le caviglie. Nel corso di questi mesi ho parlato con altri che usufruiscono di questo contributo ed è stato utile confrontarsi su contratti d’affitto, diritti e progetti sul futuro. Ad altri che non ne sapevano niente, ma che potevano provarci, ho detto che era uscito di nuovo il bando, invitandoli a seguire le indicazioni sul sito semplice e immediato di giovanisì. E proprio sul sito leggo dei contributi per l’Erasmus anche a studenti meno abbienti previsti per il 2013. Uscire di casa, vivere in un altro paese, studiare e confrontarsi con altri coetanei che parlano una lingua diversa non deve essere un lusso per pochi. I miei genitori, quando decisi di partecipare all’Erasmus e andare a Barcellona, me lo dissero chiaro e tondo: noi non ti possiamo aiutare. Lavorai per mettere da parte i soldi a integrazione della borsa. I miei vennero a trovarmi, era la loro prima volta all’estero. Mi piace immaginare un’emozione così per tanti studenti.

L’Incartauova esce ogni sabato sull’Unità della Toscana

(Visited 63 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua