L’autunno è appena iniziato, ma, forse, dovremo già iniziare a pensare ai nostri futuri piani estivi.

Perché? Perché mentre mi sorseggiavo la mia spuma bionda, assaporando i tre punti d’oro della Fiorentina contro l’Atalanta, il televideo del circolino mi ha avvisato della vittoria della Roma nel derby: due a zero sulla Lazio. E fino a qui, ordinaria amministrazione: fatti loro. Poi sono tornato a casa: e mentre mi degustavo gli speciali su Mati Fernandez e Pepito Rossi, mi ha raggiunto la notizia del successo del Napoli, nel posticipo, in casa del Milan. E fino a qui, ordinaria amministrazione. Poi ho dato un’occhiata alla classifica. E allora, solo allora, ho capito che era meglio iniziare a preoccuparsi: Roma e Napoli in testa al campionato. A punteggio pieno.

L’estate del 2001 è stata un incubo: in qualsiasi località, a qualsiasi latitudine, su qualsiasi canzone, in qualsiasi tipo di locale, c’era sempre un manipolo di tifosi romanisti, in cerchio, sudaticci, abbracciati, che saltellavano insieme, che approcciavano la gnocca locale al coro di “I campioni dell’Italia siamo noi… Siamo noi… siamo noi… i campioni dell’Italia siamo noi!”
I napoletani ancora ci fanno pesare lo scudetto dell’ ’87. I tifosi del Napoli già hanno iniziato a preparare la statuina di Benitez per il presepe. Se questi finiscono il campionato come lo hanno cominciato, ci ritroveremo a prenotare un viaggio a Capo Nord, già a giugno, per provare per qualche giorno, solo per qualche giorno, ad evadere dal bombardamento di servizi televisivi su Napoli o Roma in festa. Immagini di esultanze smodate per lo scudetto. Gente sguaiata in motorino, a fare i caroselli, anche a venti giorni dalla fine del campionato. Uèèèèèèèè… Aòòòòòòò…
Ma te prenoti per Capo Nord. Viaggi, evadi. Ti godi il tuo sole di mezzanotte, rilassante, silenzioso, affascinante. Fino a che, in lontananza, arriva qualcuno, a torso nudo, col gladiatore o con Marekiaro Hamsik tatuato sul bicipite destro, smarmittando pesantemente il motorino: “Siamo noi… siamo noi… I campioni dell’Italia siamo noi!”

Uno sfegatato tifoso del Basilea festeggia la vittoria nel campionato svizzero

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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