Cari miei due lettori

In questi giorni sono piuttosto amaro e quindi quello che state per leggere potrebbe essere un post che nessuno di voi due vorrebbe leggere. Ve lo dico in anticipo, perché è mercoledì, c’è il sole, probabilmente state per tirare fuori il vostro sorriso estivo e io non voglio rovinarvi la festa. Ma scriverò lo stesso quello che mi sento.

Perché la gente muore e anche se ci siamo convinti per una strana ragione che, da qui ai prossimi dieci minuti, nessuna delle persone che amiamo morirà, in realtà sappiamo benissimo che è una convinzione senza nessun fondamento. Io potrei tirare le cuoia mentre sto battendo sui tasti questo post assurdo e amaro, ho uno strano formicolio al braccio sinistro e anche se il mio dottore continua a dire che è tendinite lo so che è un principio d’infarto che va avanti dal 2003. E voi magari vi potreste schiantare adesso con la vostra macchina perché state leggendo TuttaFirenze tra un semaforo e l’altro. Non lo fate, rimanere senza lettori mi deprime. Accostate e continuate a leggere.

Ad ogni modo, la gente muore, e muore nei modi più assurdi, spesso improvvisamente. E a volte se ne vanno poveri cristi di cui non si ricorda nessuno, altre invece spariscono persone che lasciano buchi che sono come voragini dove trascinano tutti quelli che le amavano. Altre ancora invece se ne vanno persone di cui tutti sentiamo di possedere un pezzo e quando succede ci sentiamo il diritto/dovere di dire qualcosa, condividere una foto, scrivere una citazione, far sapere a tutti che anche noi ne avevamo un pezzetto da qualche parte in fondo ai nostri cassetti. E anche se erano pezzetti che non guardavamo da anni, polverosi e sommersi da calzini e mutande, non ci riguardiamo a sbandierarli per l’occasione.

E dato che siete due lettori affezionati, magari lo sapete che ho scritto su Philip Seymour Hoffman appena morto, tirando fuori il mio cimelio impolverato su di lui. E non lo so, forse avrei fatto meglio a star zitto, perché quando ieri ho letto che quelli della BIM il 19 giugno faranno uscire un suo film del 2008, mi sono sentito un po’ uno sciacallo. Tipo un discografico che pubblica album postumi anche se non sono un granché. Forse esagero, ma se alla BIM era piaciuto davvero Synecdoche, New York , uno dei migliori film di Hoffman, pieno di amarezza e conflitti come probabilmente era la sua vita, forse lo avrebbero distribuito 6 anni fa, quando era ancora vivo, e non oggi, e non solo per spillare qualche soldo a chi è rimasto in mano con dei pezzettini impolverati di uno dei più grandi attori di sempre e che sicuramente andrà al Flora o all’Odeon a vederselo.

E allora, se non vi siete ancora schiantati con l’auto mentre leggevate e visto che è quasi estate, appena potete tirate fuori tutta la roba piena di polvere che avete nei cassetti e che riguarda le persone che amate. Io nel frattempo cambierò dottore.

Fonte foto: mymovies.it

 

(Visited 56 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.