firenziQuante cose può darti una città in tre giorni, quante può esserne? Assaporare Firenze in 72 ore non è facile, ma oltre alla bellezza abbagliante che si spalanca davanti a te, si può scoprire che Firenze sa essere un sacco di cose, e non soltanto quello che di magnifico puoi scorgere con uno sguardo. Allora calma, niente fretta, non importa correre qua e là per vedere tutto quello che c’è scritto sulla Lonely Planet, perché vi scoprirete ad amare anche le piccole cose qualunque che una 26enne, giornalista un po’ squattrinata, innamorata di questa città, può vivere ogni giorno.

Firenze è una donna in tacchi sul monopattino sui Lungarni, una schiacciatina dal Bondi con l’inzimino e i colori del sottopassaggio delle Cure. È un barista di Scudieri che sentendoti dire alla tua amica che vorresti un cioccolatino te ne dà tre sorridendo, è anche una tenda sulla spiaggetta dell’Arno e un’artigiana in Borgo Albizi che fa gioielli economici. È trovare parcheggio vicinissimo alla tua meta e mangiare noodles fatti in casa in via dei Neri. È una storta alla caviglia presa in Palazzo Vecchio e il mercato in piazza delle Cure. Firenze è anche scoprire pasticcerie buonissime dietro l’angolo e andare allo stadio in bicicletta. La mozzarella in carrozza prima della partita e la sciarpata della Fiesole, come potrebbe non essere anche questo.

Firenze è tutte queste cose, stupide o bellissime, solo in tre giorni. L’ho vista in ognuna di loro, piccola e grandiosa. La dottoressa che mi ha fatto l’ecografia alla caviglia, in via Verdi, l’ho ritrovata all’uscita della scuola del bambino a cui faccio la baby sitter, in via Rossini, perché questa città è minuscola, ma quanto ti fa stare bene.

Buon Natale Firenze mia, e buon anno, se non ci si rivede, ma tanto ci si rivede.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTT

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