Carissimi amici e lettori, non nascondiamoci dietro un dito. Noi siamo di “Quelli che…” cosa c’è di meglio di tornare ai vecchi e primevi amori? E cosa ancora c’è di meglio di una bella passeggiata per i lungarni di Firenze? Lo spirito si fa lieto, l’occhio si delizia ed il polmone dovrebbe godere (al netto dei PM10) dell’aria fresca e pungente di questa stagione che, lentamente quanto faticosamente, sembra cedere il passo alla prossima estate. Capita così che, tra una facezia e l’altra, si attraversino i ponti per guardare l’Arno e quel panorama cittadino inimitabile che abbiamo noi, e solo noi. Ma ecco che qualcosa carpisce, improvvisa e lesta, la nostra attenzione ed il nostro sguardo. Il dito alla fotocamera digitale ratto s’apprende! No, non è un punto all’orizzonte, non è un u.f.o. o un airone cinerino che sfreccia nel cielo, né tanto meno un oggetto galleggiante sull’acqua. E’ solo, e si fa per dire, l’ennesima espressione del Genio fiorentino che si materializza davanti a noi, in tutto il suo splendore. Due scatti, un unico soggetto: piccoli geni crescono!

Ebbene sì, non è solo un vero e propri calembour di natura tutta filosofico-meccanica, ma una cruda realtà quotidiana. Campeggia dunque sul ponte Vespucci l’icona sbarazzina di un genio in erba ma che, se il buongiorno si vede dal mattino, non abbiamo dubbi, si farà! Eccome se si farà. Egli dimostra infatti di aver già pienamente acquisito le basi dello spirito e delle risorse fondamentali per una brillante carriera da genio e, come il vero centravanti di razza, attacca gli spazi con aggressiva determinazione. Vede uno spiraglio stranamente lasciato libero e trascurato da gli altri comuni mortali e… zac! Ci si infila e lo fa suo. Di riffa o di raffa, di lisca o di lasca, non ce n’è per nessuno.

Ma dove sta il genio? Fin qui son boni tutti, direte voi. No, rispondiamo noi, fate attenzione. Lui attacca non solo il parcheggio ma anche il marciapiede. Magari credendo pure di fare anche un piacerone ai pedoni, lasciando un piccolo spiraglio sul retro… bravo fenomeno! D’altra parte non si spendono mica tutte quelle migliaia di euri per una Smart (ovvero una macchinetta intelligente, brillante, bella, svelta, sveglia, rapida ecc.., come suggerisce il nome stesso) e poi la si lascia in garage o la si parcheggia a modino, senza esercitare il diritto acquisito ad un parcheggio intelligente, brillante, bello, svelto, sveglio, rapido ecc…

Voto 5 al senso estetico: scusate ma nessuno dei due parcheggi risulta simmetrico e/o allineato. Voto 6 (di incoraggiamento): la prossima volta perché non prova a incastrarci il SUV di mamma o l’Auto-Articolato di papà?

Così piccoli e già così… Geni!

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.

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Genio Mondiale!

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