Il consumo dei legumi in questo periodo di quarantena è aumentato considerevolmente, quindi vi voglio proporre una ricetta con le lenticchie.

Siamo abituati a fare le polpette di ceci, piatto base per molte culture mediorientali (tipo i falafel), ma da noi poco utilizzate. Avendo in casa delle lenticchie piccole, mi sono voluto cimentare in una ricetta di polpette con questo ingrediente base.

Ingredienti:

Lenticchie secche 250g (cotte 500g)
Ricotta 120g
Uova 1 per l’impasto
Formaggio grattugiato 50g (Parmigiano reggiano o simili)
Senape 1 o due cucchiai a piacimento
Pangrattato se necessita
Noce moscata, sale, pepe q.b.
Prezzemolo tritato a piacimento
Limone q.b.

Per friggerle:

Uova 2
Pangrattato q.b.
Olio di semi di girasole o di arachidi q.b.

Ho usato delle lenticchie piccole di Castelluccio di Norcia che non hanno bisogno di ammollo, le ho fatte cuocere per 30 minuti come da istruzioni, aggiungendo un rametto di ramerino, qualche foglia di salvia, uno spicchio d’aglio e un po’ di sale.

A cottura ultimata scolatele bene, togliendo i rametti di ramerino, la salvia e l’aglio, stando attenti che le lenticchie siano ancora intere. Anche se usate le lenticchie precotte, mi raccomando di scolarle bene.

Prendete un mixer e unite tutti gli ingredienti: le lenticchie, la ricotta, la senape, la noce moscata, il formaggio grattugiato e l’uovo. Frullate bene. Se l’impasto risultasse troppo liquido, aggiungete uno o due cucchiai di pangrattato.

Mettete l’olio a bollire; deve raggiungere la temperatura di 170°. Nel frattempo preparate le polpette con l’impasto, passatele nell’uovo e nel pangrattato e mettetele poi a friggere.

Servitele con qualche fetta di limone e, se necessario, un po’ di sale e pepe.

Veramente ottime e gustose, ma questo starà a voi dirlo…

Buon appetito…

e come sempre fatemi sapere

 

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.